La sostenibile leggerezza delle vepa

Sistemi intelligenti al servizio della collettività

Il successo delle vepa, vetrate panoramiche amovibili, non avviene in Italia
(dove sono prodotte), ma in alcuni Paesi europei che già da molti anni le utilizzano con grande intelligenza ed enormi benefici, attraverso distributori e rivenditori esteri di aziende italiane.
Qualche esempio tra tanti. Da alcuni anni, grandi città nel nord Europa, come Stoccolma in Svezia e Copenhagen in Danimarca, utilizzando le nostre vepa – definite dai loro architetti e urbanisti “sistemi intelligenti” – per proteggere i balconi degli edifici residenziali, hanno permesso alla collettività significativi risparmi sui costi energetici, riducendo tra l’altro l’inquinamento atmosferico. Non solo. Grazie a questi “sistemi intelligenti” sostenibili, non energivori e non impattanti, hanno restituito decoro urbano, pregio architettonico e valore immobiliare a quartieri residenziali obsoleti e ad aree urbane periferiche degradate. Così riqualificate sono diventate “città leggere”.

Parigi è un’altra Glass Light City
Con il progetto Reinventing Paris La Ville Lumière, grazie anche e soprattutto alle nostre vetrate panoramiche vepa, si riveste anche di vetro e di verde come nell’Urban Faming di Ternes-Villiers vincitore di SLA, il mega concorso internazionale: un tetto urbano di 5.500 mq sul Boulevard Peripherique; una combinazione di servizi eco-sistemici basati sulla natura, con spazi urbani completamente adattati al clima e nuovi luoghi di incontro sociale, parcheggi sotterranei, collegamenti pedonali e piantagione di tè sulle ampie terrazze del tetto (una parte di Parigi altrimenti grigia e congestionata dal traffico).

Oppure come nel progetto social housing eco-sostenibile impiegato per lo sviluppo del sito Ordener-Poissonniers , un altro progetto in evoluzione nella Paris Nord-Est, in un sito ferroviario di 5 ettari dismesso nel cuore del 18° arrondissement, dove si farà grande uso di vetrate panoramiche o come gli edifici residenziali in zona Clichy-Batignolles, i cui grandi balconi sono totalmente rivestiti e protetti con le nostre vetrate panoramiche che, riflettendo cielo e nuvole, rendono leggeri, quasi eterei questi palazzoni integrati perfettamente nel contesto urbano.

Meravigliose “macchine termiche” gratuite, quindi, che non modificano la destinazione d’uso e pertanto non creano ulteriore volumetria ma restituiscono bellezza a queste nuove “città leggere”.

Straordinaria intuizione, quella di far diventare ogni balcone un “giardino climatico* “captante” e al contempo “tampone” che nelle giornate invernali accumula calore, lo ridistribuisce agli ambienti interni, mentre di notte crea l’effetto tampone diminuendone la dispersione termica. In estate, queste ante di vetro si ripiegano, impacchettandosi del tutto come le pagine di un libro, liberando così totalmente il balcone per evitare l’effetto serra prodotto dai tradizionali serramenti in alluminio perennemente infissi. Il Comitato Tecnico scientifico di ASVEPA-Associazione Vetrate Panoramiche, ha verificato (e pubblicato in uno studio sull’argomento) che un balcone medio di 6 mq (cm. 400×150), protetto con le vepa fa risparmiare all’unità abitativa 36,65 kWh/m²anno, corrispondente al 27,6%. Numeri e dati che, moltiplicati per i milioni di balconi esistenti in Italia inutilizzati (e sprecati), significano una dispersione termica da capogiro.

La “politica” visionaria di queste amministrazioni, le loro capacità intuitive e programmatiche, inoltre, hanno permesso importanti riduzioni di cementificazione, di consumo del suolo, di trasformazione e impermeabilizzazione del territorio (che, invece, nel Bel Paese produce dissesto idrogeologico e disastri ambientali).
Causa di questo curioso paradosso, l’italica burocrazia incompetente e aliena, lontana anni luce dalla vita reale, e feroce antagonista della cultura d’impresa.

Dr. Vito A. Chirenti Presidente Nazionale Assvepa

*A differenza di un “giardino climatico”, la “serra solare bioclimatica” ha generalmente un tetto in vetro fisso o con parti scorrevoli (NdA).

 

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