CALLEBAUT IL VISIONARIO TESTO

CALLEBAUT IL VISIONARIO

Premiato tra i primi 50 dei Green Planet Architects, Vincent Callebaut Architectures è stato indicato dal Time Magazine come il miglior studio di architettura nelle sfide ambientali e sociali del mondo eco-prospettico con progetti visionari e immaginifici.


Nato in Belgio ma residente a Parigi, l’archibiotect Vincent Callebaut, conosciuto per le sue eco-visioni e le sue idee all’avanguardia, progetta e costruisce il futuro, con edifici biomimetici e plus-energy che integrano boschi verticali, città galleggianti, fattorie alimentari verticali sostenibili. La sua mission è quella di risolvere il maggior numero possibile di problemi ambientali e di popolazione.


Ogni suo “progetto verde” esplicita le sue credenziali ecologiche combinando regole bioclimatiche come il ciclo solare e le direzioni prevalenti del vento da un lato, con tecnologie di energia rinnovabile sotto forma di turbine eoliche, energia solare termica e fotovoltaica, riciclaggio dell’acqua piovana, energia geotermica, biomassa , dall’altro lato, l’up-cycling di materiale di origine biologica.


Con oltre 50 progetti al suo attivo, tra cui molti in fase di realizzazione, lo specialista in biomimetica Vincent Callebaut è sicuramente un sostenitore attivo di un’architettura orientata alle persone e rispettosa dell’ambiente che inaugura nuovi stili di vita ecologici e una nuova economia circolare, con una visione finale ambiziosa: creare una civiltà del risparmio energetico e ad assorbimento di carbonio per combattere il riscaldamento globale.

 

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BRUXELLES “TOUR & TAXIS

LA TEORIA DELLA "TRIPLA R": RIDUCI, RIUSA, RICICLA.

“Tour & Taxis” significa agire come pensatori del proprio futuro in termini di uso, progresso tecnologico, innovazione sociale e principi di costruzione sostenibile. L’architettura di oggi è in grado di attuare una “solidarietà energetica” tra un patrimonio architettonico – industriale in questo caso – e un progetto contemporaneo. Quest’ultimo fornisce l’energia necessaria al primo integrando energie rinnovabili, limitando così le emissioni di carbonio come raccomandato dalla COP 21.

Costruito tra il 1902 e il 1907, Tour & Taxis era un grande complesso di sdoganamento e deposito nel XX secolo, situato alle porte fluviali, stradali e ferroviarie di Bruxelles, ora capitale d’Europa.


Con una superficie di 40 ettari di ex zone umide, questo parco industriale è un simbolo mondiale dell’età d’oro dell’industrializzazione: la sua ingegneria, la lavorazione del ferro, la pietra e la luce naturale.


Ha perso la sua utilità con il progressivo smantellamento dei confini doganali europei, ma il quartiere Tour & Taxis è attualmente in fase di grande rinnovamento, ed è ancora una volta sul punto di diventare un importante veicolo per lo sviluppo economico e culturale di Bruxelles, portando in un senso di benessere e comunità.

I magazzini e i capannoni sono stati riutilizzati rispettando la sostenibilità aziendale e l’economia della conoscenza, con una dedizione al risparmio energetico e al riutilizzo delle energie rinnovabili.


L’obiettivo è creare un vero e proprio eco-quartiere ad uso misto dove sia piacevole stare, lavorare, vivere e giocare; un eco-quartiere lungo il canale di Bruxelles, articolato su tre assi: rivitalizzazione del patrimonio costruito, comunità sostenibili e acqua.


IL BIOCAMPUS


I vari stili dell’architettura contemporanea affermano risolutamente il loro tempo. La biomimetica informa sulla loro forma e struttura, così come i materiali di origine biologica utilizzati secondo principi di costruzione flessibili e modulari. In contrasto con il ferro battuto delle cinque navate di fronte, il Biocampus è costruito in legno massello e legno lamellare (CLT) per ridurre l’impronta di carbonio intrinseca della costruzione, portando calore e comfort al paesaggio interno microclimatico.

L’organizzazione spaziale del Biocampus promuove l’innovazione, l’interdisciplinarietà e la trasversalità, tutte finalizzate al co-working e all’economia circolare di questo inizio del 21° secolo, basate sulla teoria della “Tripla R”: Riduci, Riusa, Ricicla.


Il Biocampus stabilisce un’identità architettonica individuale per ciascuna delle cinque navate, valorizzando il patrimonio industriale e garantendo la permeabilità visiva tra le tre grandi navate principali:


– Le “Onde” della navata occidentale: comprendono negozi al piano terra e uffici open-space ai piani superiori.

– I “Contenitori” nella navata orientale: offrono spazi per il tempo libero al piano terra, con uffici modulari e un albergo ai piani superiori.

– Gli “scafi delle barche” nella navata centrale: fungono da veri e propri laboratori di idee per incontri e sessioni di brainstorming.

– Le “Cupole geodetiche” tra le due navate mediane: incorporano ristoranti e bar, nonché spazi sportivi e ricreativi.

– Le “Serre” lungo il Corso Principale: riportare l’agricoltura nel cuore della città, con fattorie urbane dedicate all’agricoltura biologica.

La regola per tutte queste entità architettoniche è quella di staccarsi completamente dalla struttura e dalle facciate esistenti, evidenziandole pur garantendo la reversibilità del progetto.

Il tema ricorrente è quello di offrire spazi abitativi e lavorativi di diversa scala che promuovano incontri casuali e multidisciplinarietà dando impulso all’innovazione. Questi spazi – ciascuno di dimensioni diverse ma sempre umane, ispirate alla piazza romana – sono collegati tra loro da piste ciclabili a livello del suolo, mentre oltre 6,6 metri più In alto, passerelle arroccate offrono viste prospettiche uniche sul ferro battuto con motivi floreali disegnati da Frédéric Bruneel.

Tutti gli spazi di co-working, e-business ed e-sharing possono essere allocati a più attività a lungo termine o trasformati in un cluster di start-up. La pianificazione dello spazio interno è flessibile e facilmente regolabile, grazie a pavimenti sopraelevati preinstallati con impianti idraulici integrati, e infine utilizzano solo materiali di origine biologica riciclati e/o riciclabili secondo gli standard “dalla culla alla culla”.

Avvolto in facciate impermeabili ed ermetiche ad elevata inerzia termica, il maestoso “vaso” forma uno spazio microclimatico che riduce il fabbisogno energetico. Incorpora anche i concetti di bio-climatismo passivo e di energie rinnovabili all’avanguardia, come: raccolta dell’acqua piovana; scambiatori di calore terra-aria per la ventilazione naturale; giardini di evapotraspirazione; cogenerazione a biomasse; stazioni geotermiche; un parco eolico con 88 aerogeneratori ad asse verticale a levitazione magnetica posti sui cornicioni; tetti a energia solare e termica e facciate meridionali realizzate con celle di silicio.

Autosufficiente, la Gare Maritime fornisce l’86% di energia a valore aggiunto che può essere ridistribuita in tempo reale agli edifici storici vicini e alle future unità abitative sostenibili di fronte ad essa.


L’ECO-CONCEPT DI FORESTE VERTICALI E VILLE SUL CIELO (ZONA B)

La “Zona B” si affaccia sul frontone settentrionale della Gare Maritime ed è dedicata allo sviluppo di 85.000 metri quadrati di unità abitative su più scale e di negozi di alimentari.


Il concetto delle “foreste verticali” è quello di costruire “Sky Villas” circondate da giardini verticali, ovvero case individuali con orti privati e frutteti comunitari in alto nel cielo di Bruxelles, combinando così i vantaggi della vita rurale e urbana. Questo concetto di villaggio verticale affronta la segregazione geografica sempre più obsoleta tra la vita privata in campagna e la vita professionale in città. Sfida la cultura incentrata sull’auto del XX secolo e ripristina l’idea di una città pedonale incentrata sull’eco-mobilità. Meno tempo sprecato in macchina significa più tempo per sé stessi.


Il progetto sfrutta l’area trapezoidale che delimita la zona di costruzione. Grandi tetti con curve eleganti delineano balconi con mensole di frutta e verdura, con viste impareggiabili sul centro storico di Bruxelles e sulla basilica di Koekelberg. Inclinati a sud, questi tetti sono ricoperti da 12.500 metri quadrati di pannelli solari che forniscono parte del fabbisogno energetico delle unità abitative.


Le tre foreste verticali totalizzano 85.000 metri quadrati e sono divisi da est a ovest in tre lotti per un totale di circa 83.000 metri quadrati. Queste foreste si allineano lungo la larghezza della Gare Maritime e sono separate l’una dall’altra da giardini larghi 35 metri.


Le facciate rivelano la diversità sociale del progetto, come un gigantesco Tetris che si integra verticalmente con tutte le ville del cielo, dalla più piccola alla più grande. Attraverso rampe inclinate che riparano i frutteti rasoterra e le aree comuni, il parco Tour & Taxis si estende su tetti verdi, offrendo passeggiate affacciate sul grande laghetto centrale.


Tre distinte componenti urbane si articolano tra i villaggi verticali e la Gare Maritime:


  1. un grande stagno paludoso che attrae la biodiversità di Bruxelles; 2. l’ex Halle aux Poissons et Huiles (mercato coperto del pesce e dell’olio) trasformato in bar e ristorante; 3. una ninfea gigante che offre spazi per mostre ed eventi, nonché un auditorium all’aperto sul tetto.

Ogni zona del masterplan è così cucita all’altra come un “TEGPOS” (Positive Global Energy Territory) all’avanguardia, a simbolo dell’auspicato perfetto rapporto simbiotico tra uomo, tecnologia ed ecosistemi.


METAMORFOSI: UNA RINASCITA

Per metamorfosi si intende la trasformazione del bruco in farfalla. Metamorfosi non significa sradicare il passato, ma piuttosto integrare il meglio del passato nel nostro futuro. Metamorfosi significa privilegiare la scrittura di una storia rispetto a un’altra. Metamorfosi significa selezionare quali componenti del passato costituiranno le basi di un futuro ancora da immaginare.


Il ruolo degli architetti va al di là della mera conservazione o restauro: si tratta di sostenere una storia ibrida.


Allungare i limiti e pensare fuori dagli schemi; avere coraggio per sé e per gli altri; sfidare le vecchie strutture e far progredire la società e il nostro modo di vivere: questo è il compito più difficile del mondo, perché mette a confronto le convinzioni dei predecessori e dei decisori. Il progetto Tour & Taxis tenta di trasformare questa ambizione in realtà, passo dopo passo.


Vincent Caillebaut Architect

 

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SOCIAL HOUSING

SOCIAL HOUSING

“MAI DEMOLIRE, MAI RIMUOVERE O SOSTITUIRE
MA AGGIUNGERE, TRASFORMARE E RIUTILIZZARE”

Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal, entrambi Premio Pritzker per un’«architettura democratica» sono gli autori di progetti «sempre rispettosi, premurosi e responsabili», in un’architettura rigenerativa ed ecologica, ispirata al principio: “never demolish, never remove or replace; always add, transform, and reuse!


Il loro lavoro «riflette lo spirito democratico dell’architettura. Attraverso le loro idee, l’approccio alla professione e gli edifici che ne derivano, hanno dimostrato che è possibile perseguire senza nostalgia un impegno verso un’ architettura rigenerativa che sia allo stesso tempo tecnologica, innovativa e sensibile rispetto alla tematica ecologica. Questo è il mantra di Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal da quando hanno fondato il loro studio con sede a Parigi nel 1987».


Nell’arco di oltre trent’anni i due architetti francesi hanno operato in varie città d’Europa e in Africa occidentale, distinguendosi nella progettazione di alloggi sociali, residenze per privati, istituzioni culturali e accademiche, oltre che in interventi nello spazio pubblico e in ambito urbanistico. Fin dagli esordi a guidarli è un approccio ostinatamente rispettoso dell’architettura preesistente, oculato nella gestione del budget, votato all’ascolto delle urgenze umane. 


Un atteggiamento che li ha spinti ad assegnare priorità all’analisi delle risorse disponibili in loco, all’impiego di materiali economici ed ecologici, e ad ampliare, in un’epoca sovraccarica di gesti architettonici clamorosi e rapidamente etichettati come “green”, il concetto di sostenibilità: per loro può coincidere solo con il raggiungimento di un equilibrio tra istanze ambientali e sociali.

 

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TRASPARENZE, RIFLESSI E ARBORIZZAZIONE

TRASPARENZE, RIFLESSI E ARBORIZZAZIONE

Il neo-urbanesimo di interi quartieri e città riqualificate, rigenerate, ecosostenibili, inclusive, multigenerazionali, interetniche e soprattutto “carbon footprint free” 

 

Grazie soprattutto alla trasparenza, alla leggerezza e alla natura che si riflette nelle grande vetrate panoramiche onnipresenti. E poi tanto, tantissimo verde per queste nuove città leggere, vegetalizzate e arborizzate, che rinascono attraverso la condivisione del “thinking green” il pensiero verde, il nuovo mantra delle più grandi archistar internazionali. Il vero “must” del 21° Secolo.

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Il patio

IL PATIO DI “THE TWIN GABLE HOUSE”

La Twin Gable House a Sunnyvale, in California, è stata costruita nel 1962 dal duo di designer Quincy Jones e Frederick Emmons per l’immobiliarista Joseph Eichler.


Per questa ristrutturazione, lo studio Leidner ha aggiornato lo spazio di 204 mq., per una famiglia di quattro persone, con interni bianchi e un open-space che si affaccia all’interno di un meraviglioso patio arboreo: uno spazio aperto al centro della casa, protettivo e funzionale, che ha origini antichissime.

La casa, ristrutturata, prende il nome dai suoi due tetti spioventi dipinti di un bianco brillante dove contrastano le strisce di cedro rosso, aggiunte per sostituire l’originale rivestimento in compensato della facciata, che integra anche un posto auto coperto reso funzionale dalle vetrate.


Grandi vetrate scorrevoli in vetro si affacciano sul rigoglioso giardino (progettato dallo Stephens Design Studio) del patio con piscina.


Il cortile fa parte di una serie di elementi architettonici esistenti che il team ha conservato durante il progetto, insieme alla struttura a travi e pilastri che attraversa i soffitti.

 

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VEGETALIZZARE LE CITTA’

VEGETALIZZARE LE CITTA’

Vivere vuol dire muoversi negli spazi dove ogni giorno costruiamo relazioni e svolgiamo la nostra vita: la casa, il luogo di lavoro, il quartiere. Stare nei luoghi dove passiamo la maggior parte del nostro tempo e abitarli, assicurandoci livelli crescenti di benessere e di comfort è uno dei grandi driver che guidano le scelte di persone e famiglie, a cui il mercato e le politiche sociali ed economiche sono chiamati a dare adeguate risposte. Risposte che oggi possono accedere a conoscenze e a una gamma ampia e in continua evoluzione di strumenti e soluzioni, soprattutto green. Il cambiamento che stiamo vivendo è frutto di almeno due grandi fenomeni. Il primo riguarda una profonda trasformazione della struttura stessa delle società occidentali avanzate tra le quali la nostra; il secondo un processo di mutamento radicale nei meccanismi che regolano le relazioni tra le persone e tra esse e le cose. Tra queste grandi sfide, una delle priorità, per migliorare la qualità della vita urbana, è la vegetalizzazione delle nostre città, grazie alle serre solari e tanto, tantissimo verde.

 

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DISPERSIONE TERMICA E SPRECO DI RISORSE

DISPERSIONE TERMICA E SPRECO DI RISORSE

Minimizzare le dispersioni termiche è uno degli obiettivi principali di un’attività o di un progetto di riqualificazione ed efficientamento energetico.


Per dispersione termica domestica si intende la capacità – e quindi la quantità  – di calore perso attraverso le pareti o i serramenti di un edificio. Più facilmente avviene questo fenomeno e maggiore è la problematica riscontrata in tema di scarso isolamento dell’edificio.


Il calore generato dai sistemi di riscaldamento si muove dall’interno verso l’esterno durante i mesi freddi, mentre in quelli caldi accade l’esatto contrario. Riscontrare un elevato livello di dispersione termica in casa, equivale ad affermare che esistono dei punti dell’abitazione nel quale l’attraversamento del calore avviene con maggiore facilità, creando di conseguenza degli scompensi termici tali da rendere la stanza in questione (o l’intera abitazione) particolarmente fredda in inverno e calda/umida in estate.


I balconi rappresentano le maggiori criticità nella dispersione termica di una o più unità edilizie (appartamento o intero edificio) perché vi si affacciano le porte e le finestre più utilizzate.

DISPERSIONE TERMICA IN CASA: DOVE INCIDE MAGGIORMENTE

Le dispersioni termiche di maggiore entità sono dovute alle “strutture opache” verticali e orizzontali, vale a dire (parliamo di valori approssimativi) le pareti (50% ca.) e il tetto (30% ca.). Finestre e porte comportano una dispersione complessiva del 20% ca.

Ad oggi gli interventi di riqualificazione energetica più ricorrenti per ridurre la dispersione di calore in casa sono i seguenti:

  • Sostituzione dei vecchi infissi con serramenti a taglio termico;
  • Protezione dei balconi con vetrate panoramiche.
  • Isolamento termico delle pareti e del tetto;
  • Inserimento di impianti fotovoltaici e solare termico;
  • Sostituzione caldaia;

Considerando i costi/benefici ritraibili da questi interventi i lavori, andrebbe data la precedenza alla coibentazione dell’involucro edilizio.

 

 

Cambiare la caldaia o gli infissi sono interventi comuni ma i meno efficaci a parità di costo rispetto ai risultati ottenuti.

Isolare termicamente le pareti e il tetto, oltreché ad essere interventi che hanno costi tutto sommato contenuti, consentono un buon risparmio con un ritorno economico di investimento piuttosto breve.

Un’altra precedenza nella rigenerazione immobiliare e nell’efficientamento energetico di un appartamento è quella di proteggere i grandi balconi (spesso inutilizzati) con delle vetrate panoramiche amovibili che non modificano l’aspetto originale dell’edificio e non creano ulteriore cubatura o volumetria.

In tal modo, anche se non si è potuto coibentare le pareti esterne con un cappotto termico (non sempre è possibile farlo), un balcone di medie o grandi dimensioni protetto con vetrate panoramiche diventa una “serra captante e tampone” che minimizza la dispersione termica dell’appartamento e quindi crea maggiore risparmio energetico, minore inquinamento ambientale e climatico.       

In estate, le vetrate panoramiche amovibili si aprono completamento,

annullando di conseguenza quel terribile effetto serra che in caso contrario (cioè in presenza di infissi tradizionali) costringe maggiore consumo di aria condizionata, maggiore consumo di energia e maggiore inquinamento ambientale e climatico.

 

Se si moltiplicasse la dispersione termica (calcolata mediamente del 50%) di una parete con relativi infissi di un balcone di media grandezza, per i milioni di balconi presenti nel parco cementizio italiano, si otterrebbe una cifra da capogiro per uno tra i tanti sprechi italici di risorse.

 

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ECO-ARCHITETTURA PER SALARICEVIMENTO

ECO-ARCHITETTURA PER UNA
GRANDE SALA RICEVIMENTO

La Corte degli Svevi ad Altamura in provincia di Bari è un esempio di architettura sostenibile al servizio della ristorazione e del banqueting. La bellissima e imponente struttura, addossata ad un antico casale d’epoca, è stata realizzata interamente in legno lamellare da un associato Assvepa pugliese. Anche i questo caso il valore aggiunto della sala sta proprio nelle aperture perimetrali protette da grandi vetrate scorrevoli che, nella bella stagione, si aprono e scompaiono quasi del tutto, offrendo una veduta panoramica ed un affaccio sul parco e su un’imponente fontana. 

 

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L’ARTE DEL SUCCESSO

L’ARTE DEL SUCCESSO

Frutto di esperienze ed osservazioni dirette vissute personalmente dall’autore e arricchito dagli scritti di Giulio Andreotti, Piero Bassetti, Vincenzo Scotti e G.C. Elia Valori, il volume L’arte del successo” illustra come vendere, negoziare, avviare, costruire e gestire un’attività, dirigere persone, crescere ed ottenere risultati concreti negli affari e nel privato

 

L’insegnamento che se ne trae è teso ad offrire al lettore un leggero vantaggio psicologico sugli altri.

La linea guida presente in tutti i capitoli è semplice ma mai banali: senso della gente applicato agli affari.

Che si tratti di chiudere un accordo o chiedere un aumento di stipendio, d’incentivare la forza vendita o negoziare viso a viso, di acquisire una nuova azienda o condurne una vecchia, le situazioni di affari alla fine si riducono sempre a situazioni di persone.

 

Questo libro può e vuole trasmettere una sola cosa, ma fondamentale: capire la gente e usare questa conoscenza per ottenere ciò che si vuole. Nel volume vengono presentati con un linguaggio semplice e pratico, con ricchezza di esempi tratti dalla vita di tutti i giorni, ma in modo razionale e scientifico, i metodi e le tecniche da impiegare per “leggere la gente” “influenzare la lettura che gli altri fanno di noi”, e come applicare queste due cose alle situazioni più probabili in affari e nella vita.

 

Stefano M. Masullo , laurea in Scienze Economiche e successivi master di specializzazione in finanza e marketing, autore di 17 volumi. Attualmente è presidente OPUS Consulting, segretario generale Assoconsulenza, rettore ISFOA

 

 

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SERRE SOLARI

SERRE SOLARI CLIMATICHE

La realizzazione di serre solari e di pergole bioclimatiche o altre strutture per l’outdoor (presenti in questa galleria) ha permesso a numerose famiglie di vivere in maniera confortevole l’isolamento imposto dall’emergenza sanitaria, grazie proprio a questi spazi a “contatto visivo” con la natura. Sono tanti i pregi e i benefici di queste strutture leggere ed eleganti, pratiche e funzionali, in

grado di regolare la temperatura del resto della casa, consentendo

così una notevole diminuzione del consumo termico e quindi un notevole

risparmio in bolletta. Le serre bioclimatiche, grazie alle loro vetrate panoramiche perimetrali, permettono inoltre di godere di ambienti protetti e ben illuminati.

 

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