ASSVEPA: UN'IMPORTANTE NOVITA'!

“VETRATE PANORAMICHE:
LIBERALIZZAZIONE O COMPLICAZIONE”?

Leggiamo un intervento di un certo Donato Palombella pubblicato nella rubrica on-line Consulente Immobiliare de Il Sole24Ore. L’articolo di questo signore, che si definisce giurista d’impresa, si intitola “Vetrate panoramiche: liberalizzazione o complicazione?”.

 

Il testo è una critica all’Art. 33-quater (Legge 142 del 21 settembre 2022 “Decreto Aiuti-bis” di conversione del D.L. 115/2022), che modifica il Testo Unico in materia edilizia inserendo, tra gli interventi in edilizia libera, l’installazione delle vetrate panoramiche VePa.

Oltre alla disamina nel “dettaglio” delle nuove disposizioni, il sedicente giurista d’impresa non nasconde un certo disprezzo. Non solo verso l’Art. 33-quater ma anche nei confronti di alcune categorie professionali, quali i serramentisti. E, di conseguenza, verso le vetrerie che lavorano con i serramentisti e a cui sono strettamente correlate.

 

Il Comitato direttivo Assvepa ha condiviso il testo del Palombella con tutti i componenti del proprio Comitato tecnico-scientifico; con tutte le imprese associate (e non) e con altre numerose associazioni di categoria.

 

Che in questo lungo percorso legislativo durato anni, ci hanno accompagnato e supportato. Battaglia che, come ormai tutti sanno, è stata vinta con successo, a beneficio di una moltitudine di aziende e privati. Negli interessi e a beneficio della collettività.

Le reazioni non sono tardate ad arrivare. E sono state unanimi: incredulità e sorpresa.

Esaminiamo quanto dice il Palombella che non ci pare abiti su questo pianeta. E, non abitando sulla Terra – lontano perciò dalla realtà terrestre – la contestazione in oggetto è un affastellamento di cavilli, tecnicismi e deduzioni da noi ritenute inconsistenti.

Ma prima facciamo un piccolo passo indietro e, per completezza di informazione, raccontiamo la storia e l’iter legislativo che hanno dato vita all’Art. 33-quater.

Dal pensare all’agire

Si parla sempre più spesso delle grandi sfide che l’uomo deve affrontare per rallentare o mitigare i cambiamenti climatici in atto, ridurre le immissioni di CO2  e rendere l’antropizzazione – seppure indispensabile allo sviluppo umano – più sostenibile, meno impattante. Questa auspicata inversione di tendenza, questi cambiamenti non devono avvenire domani ma oggi, adesso.

 

Per renderli possibili, va cambiato paradigma: non più “pensare e dire” ma “progettare e agire”. Questo “ora” e “qui” deve partire dal basso, dal cittadino, da ognuno di noi. Una semplice singola azione moltiplicata per milioni di individui può determinare un importante cambiamento, un immediato miglioramento collettivo. Il futuro è oggi, non tra 5 o 10 anni.

 

Determinante sarà coinvolgere i giovani, i giovanissimi, gli studenti. Devono essere loro i protagonisti della “transizione ecologica”, della “neutralità climatica”. Saranno soprattutto loro i fruitori delle “città leggere”, sostenibili e inclusive. “Green light cities” arboree, vegetalizzate, trasparenti, intergenerazionali ed eco-sistemiche. Basta consumo di terreno, basta cementificazione e impermeabilizzazione del suolo. Gli unici verbi da coniugare devono essere: Recuperare; Riutilizzare; Ristrutturare; Rinnovare; Ridurre; Risparmiare (energia e territorio).

Gli edifici obsoleti vanno riqualificati perché non sono fruiti solo da chi li abita ma sono parte integrante della città e dell’ambiente che appartengono a tutti. Partire dal basso significa, ad esempio, fare nascere su ogni balcone protetto con le VePa un giardino climatico o un orto verticale. Che a loro volta diventano migliaia di piccoli polmoni verdi che assorbono anidride carbonica, rilasciano ossigeno, e trasformano quartieri degradati in piacevoli città leggere, riflettenti e botaniche.

 

Se gli Enti locali capissero questa grande opportunità e la incentivassero, la transizione ecologica verso la neutralità climatica potrebbe iniziare realmente già domani mattina, senza aspettare il 2030.

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Finalità della proposta emendativa Assvepa

Con la nostra proposta emendativa volevamo anche portare alla luce, evidenziandola, un’esigenza sempre più urgente e diffusa presso i Comuni, le imprese ed i cittadini. Poter utilizzare i balconi abbandonati, senza che ciò comportasse un’alterazione degli assetti urbanistici vigenti già assentiti.


Volevamo inoltre garantire la normazione puntuale delle vetrate panoramiche amovibili VePa per balconi e terrazzi, portici e verande, logge e loggiati, per pergole e strutture similari, tutte considerate quali “attrattori energetici”. Come tali aventi caratteristiche di misura premiale abilitata a costituire flessione derogatoria rispetto agli ordinari parametri planivolumetrici. E tanto con ogni conseguente impatto positivo sugli sprechi e i consumi di energia, sul paesaggio e sull’ordinato e programmato sviluppo della città. Un ulteriore vantaggio è quello di ridurre il consumo di suolo ben potendo utilizzare le superfici inutilizzate, verticali e planari, edificate o da edificare.

Con il fine di promuovere e incentivare la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico, sia nelle trasformazioni territoriali e urbane, sia nella realizzazione delle opere edilizie, pubbliche e private. Nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dei principi fondamentali desumibili dalla normativa vigente in attuazione della direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002 (relativa al rendimento energetico nell’edilizia e in linea con la direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76 CEE del Consiglio). Privilegiando la tutela e la valorizzazione delle proprie peculiarità storiche,

ambientali, culturali e sociali. Incentivando il recupero edilizio pubblico privato residenziale e la riqualificazione urbana.

Risoluzioni unione europea in materia energetica

In quest’ottica va ricordato che al fine di limitare il riscaldamento globale e i suoi devastanti effetti su clima e ambiente, l’Accordo di Parigi del 2015 sollecitava i Paesi firmatari a programmare entro il 2020 le proprie “Strategie di sviluppo a basse emissioni di gas serra di lungo periodo” e, nel novembre del 2018, la Commissione europea approvava il documento “A Clean Planet for all”.

Su questa linea, la Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, nella sua Comunicazione sul Green Deal europeo, ha tracciato una strategia di crescita “mirata a trasformare l’UE in una società giusta e prospera, dotata di un’economia moderna, competitiva ed efficiente sotto il profilo delle risorse, “che nel 2050 non genererà emissioni nette di gas a effetto serra e in cui la crescita economica sarà dissociata dall’uso delle risorse”.  

 

Strategia italiana di lungo termine sulla riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra” 

 

Tale orientamento ha trovato conferma nelle Conclusioni del Consiglio Europeo del 12 dicembre 2019, con il supporto formale ed esplicito del Governo italiano e, a gennaio del 2021, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e delmare, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali hanno approvato e pubblicato il Documento Programmatico “Strategia italiana di lungo termine sulla riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra con cui l’Italia s’impegna a raggiungere tale condizione di neutralità climatica entro il 2050.” 

Va ancora ricordato che Kadri Simson, commissario europeo per l’Energia, ha ribadito più volte che “gli edifici sono i più grandi consumatori di energia in Europa: utilizzano il 40% della nostra energia e producono il 36% delle nostre emissioni di gas serra. Questo è perché la maggior parte degli edifici nell’Unione europea non è efficiente dal punto di vista energetico ed è ancora per lo più alimentata da combustibili fossili. 

Dobbiamo fare qualcosa con urgenza, perché oltre l’85% degli edifici di oggi saranno ancora esistenti nel 2050”.

 

Ridurre drasticamente le emissioni nocive di un settore particolarmente inquinante fa parte anche della politica ambientale “Fit for 55” che punta alla riduzione della CO₂ del 55% entro il 2030, rispetto ai dati del 1990. Perciò, dal 2030 in poi i nuovi edifici privati non devono produrre emissioni nocive (la data per gli edifici pubblici è anticipata al 2027). Concretamente significa che “gli edifici dovranno consumare poca energia, essere alimentati per quanto possibile da fonti rinnovabili e non dovranno emettere in loco emissioni di carbonio da combustibili fossili”.

E’ nei piccoli e medi centri urbani e nelle città la nostra principale dimensione di vita, ed è qui che si gioca la battaglia decisiva della sostenibilità” ha sostenuto più volte il Ministro Roberto Cingolani nell’ultimo Governo Draghi. 

 

Nell’attuale scenario “di grave emergenza economica, energetica e climatica, che sta attraversando il nostro Paese, aggravata da un’economia di guerra causata del conflitto in Ucraina” (come ha spesso ribadito Mario Draghi), occorre fare ogni sforzo per promuovere il risparmio energetico e la lotta ai cambiamenti climatici. Soprattutto attraverso la rigenerazione urbana, la riqualificazione edile-architettonica, per quella impellente necessità di tutelare e riqualificare le città intervenendo con piani di ristrutturazione di edifici già esistenti, evitando di occupare nuovo suolo con nuove costruzioni, nuova cementificazione e ulteriore impermeabilizzazione del territorio

Relazione sulla proposta di emendamento

Nell’ottica della cosiddetta rigenerazione urbana e della conseguente necessità di tutelare e riqualificare le città intervenendo con piani di ristrutturazione di edifici già esistenti – cercando di evitare di occupare nuovo suolo con nuove costruzioni – si è ritenuto opportuno, con l’emendamento in oggetto, estendere la disciplina relativa all’attività di edilizia libera (effettuata cioè senza alcun titolo abilitativo) di cui al comma 1 dell’ art. 6 del D.P.R. 380/01, anche agli “…. interventi di realizzazione e installazione di vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti, cosiddette VePa, dirette ad assolvere funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, di miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, di riduzione delle dispersioni termiche e di parziale impermeabilizzazione dalle acque meteoriche dei balconi aggettanti dal corpo dell’edificio o delle logge rientranti all’interno dell’edificio….

Il beneficio che dalla realizzazione di tali strutture andrebbe a riverberarsi sugli edifici esistenti appare evidente sotto diversi profili. In primo luogo l’istallazione di ampie strutture vetrate (ovviamente totalmente amovibili), che permettono ai raggi solari di penetrare all’interno, comporterebbe un sicuro aumento del calore e dell’illuminazione naturale.  Il vano che ne verrebbe ricavato costituirebbe una barriera non solo contro la dispersione termica dell’edificio ma anche contro i rumori provenienti dall’esterno. La realizzazione dello stesso, quindi, non produrrebbe solo benefici sul piano del risparmio energetico ma anche sul piano dell’abbattimento delle emissioni sonore e potrebbe costituire, per questa via, una soluzione percorribile anche per combattere il fenomeno dell’inquinamento acustico.  Lo stesso costituirebbe, inoltre, un vano di espansione dell’aria immessa dall’esterno, che favorirebbe la precipitazione delle polveri e dei pollini, migliorando la qualità dell’aria e riducendo l’incidenza delle allergie; un progressivo adeguamento termico dell’aria di ricambio esterna alla temperatura dell’aria interna, con un maggior confort abitativo.

Per ultimo, si consideri il beneficio scaturente dalla possibilità di limitare il carbon footprint dei materiali utilizzabili per la temporanea chiusura dei balconi (rispetto a materiali apparentemente innocui ma in realtà produttori di grandi quantità di CO2, quali il cemento e le calci per gli intonaci), a vantaggio della politica ambientale, che potrebbe orientarsi, in un futuro non molto lontano, sia verso la carbon tax estesa a tutti i prodotti e a tutti gli interventi, sia verso le cosiddette “quote di CO2” (evenienza che avrebbe, sull’economia, effetti ancor più incisivi della carbon tax diffusa, risultando le dette quote effettivamente limitative delle emissioni di gas nell’atmosfera). Non può, quindi, non evidenziarsi come l’emendamento di cui si discute colga appieno lo spirito del legislatore nazionale che con l’articolo 10 “Semplificazioni e altre misure in materia edilizia” del D.L. 76/2020 (modificato con la legge di conversione 120/2020) ha apportato al D.P.R. 6 giugno 2011 n. 380 (Testo Unico Edilizia o TUE), numerose modifiche con l’obiettivo, espressamente sancito al comma 1, di semplificare e accelerare le procedure dell’edilizia, ridurre gli oneri a carico di cittadini e delle imprese, assicurare il recupero e la qualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo di processi di rigenerazione urbana, decarbonizzazione, efficientamento energetico, messa in contenimento del consumo di suolo.

La previsione contenuta nell’emendamento, evidentemente ispirata al richiamato principio di semplificazione, mira, infatti, anche ad evitare quei costi diretti e indiretti del procedimento amministrativo che risultano inutilmente gravosi per il cittadino

Transizione ecologica e tutela del territorio

Anche nell’ambizioso programma per la “transizione ecologica”  voluto dal  Governo  italiano, una tra le tante “azioni ecologiche” più incisive che si possa attuare è la riqualificazione di vecchi edifici e intere aree urbane costruite più di 40 anni fa, attraverso l’efficientamento energetico, con l’inserimento di vetrate panoramiche amovibili (che permettono di utilizzare grandi balconi abbandonati in confortevoli spazi domestici fruibili tutto l’anno), e l’inserimento nelle facciate dei materiali fotovoltaici di ultima generazione, cioè il BIPV(Building Integrated PhotoVoltaics) ovvero i rivestimenti fotovoltaici integrati nelle facciate degli edifici. Oltre alla captazione solare delle balaustre fotovoltaiche in vetro inferiori su cui possono scorrere in maniera integrata, le VePa.

Nuovi reati ambientali

Sempre la Commissione   Europea ha presentato una direttiva con la quale intende adattare la legislazione comunitaria per rafforzare la protezione dell’ambiente dal punto di vista del diritto penale. L’iniziativa prevede la nascita di nuovi reati ambientali, con un rafforzamento nella cooperazione tra i paesi membri anche in questo campo. Nel settore dell’edilizia si configurerà quindi come reato ambientale lo spreco di energia, come ad esempio producono i milioni di balconi inutilizzati e le superfici verticali disperdenti. I balconi e le “strutture opache” rappresentano di fatto le maggiori criticità nella dispersione termica edile (appartamento o intero edificio) perché vi si affacciano le porte e le finestre

mentre, attualmente, i prospetti sono energeticamente inutilizzati e quindi sprecati. Le dispersioni termiche di maggiore entità sono dovute alle strutture opache verticali e orizzontali, vale a dire (con valori approssimativi) le pareti (50% ca) e il tetto (30% ca). Finestre e porte disperdono il 20% ca. complessivamente. 

Non tutti gli edifici possono essere efficientati

Non sempre è possibile coibentare le pareti esterne con un cappotto termico, ma quasi sempre diventa possibile rivestirlo con BIPV; mentre un balcone protetto con le vepa, acronimo di vetrate panoramiche amovibili (che non modificano l’aspetto originale dell’edificio e non creano ulteriore volumetria se viene rispettata la destinazione d’uso), diventa una “serra tampone  e/o captante” che minimizza la dispersione termica dell’appartamento e crea quindi maggiore risparmio energetico e minore inquinamento ambientale e climatico.

Riqualificazione e valorizzazione urbana

Da punti di osservazione pubblici, l’impercettibile “visibilità” delle VePa, non configura incompatibilità urbana, architettonica e paesaggistica. La loro presenza sulle facciate o prospetti di edifici e altre unità immobiliari – innovando gli involucri edili-architettonici grazie a leggerezza e trasparenza della tipologia e morfologia di questi sistemi paravento amovibili minimali – non è percepita come fattore di disturbo visivo, bensì come una evoluzione, riqualificazione e valorizzazione dello stile costruttivo, che si traducono in benessere collettivo e sostenibilità.

 

Per tutti questi motivi l’Articolo 33-quater rappresenta una norma di interesse nazionale che liberalizza e quindi incentiva l’utilizzo delle VePa, in maniera ecosostenibile, per proteggere ed efficientare balconi e logge di pertinenza alle unità immobiliari.  Proteggere, mettere in sicurezza e poter fruire dei balconi inutilizzati attraverso l’istallazione di vetrate panoramiche amovibili VePa, comporta un risparmio energetico significativo di 36,65 kWh/m²anno (certificato e asseverato), pressoché corrispondente al 30% dei costi relativi al riscaldamento di una unità immobiliare di medie dimensioni.

Questa valutazione suggerisce che un intervento di chiusura dei balconi con tali vetrate risulta essere più efficace se pensato per un intero immobile invece che affidato al singolo condomino, risolvendo oltretutto le conseguenze estetiche di interventi individuali successivi e non progettati in modo uniforme.

 

L’esperienza del nord Europa ci insegna, infatti, come questo semplice dispositivo a nostra disposizione, la VePa, sia non solo un valido strumento, non energivoro, per ridurre i consumi energetici, ma anche un sistema di riqualificazione urbana, che potrebbe incidere positivamente, anche in termini estetici, soprattutto nelle nostre periferie, caratterizzate dalla presenza di edifici a bassissime prestazioni energetiche e di scarso valore architettonico.

 

 

L’emendamento nasce perciò da un’esigenza collettiva: colmare un vuoto normativo che sull’argomento in oggetto, le VePa, relegava l’Italia all’ultimo posto tra i paesi dell’Unione. Erano anni ormai che intorno a questi manufatti si era creato un dibattito che generava una “giurisprudenza confusionaria e ondivaga, con lunghi processi e dispendiosi ricorsi e un enorme spreco di risorse e denaro pubblico a carico della collettività”, come ci conferma il dr. Sergio Santoro, un ex magistrato, già presidente in alcune sezioni del Consiglio di Stato dove spesso è approdata la questione.

TAR e CdS - Sentenze contraddittorie

Il Comitato Tecnico Scientifico di Assvepa ha sempre ritenuto che alcune sentenze del TAR o del Consiglio di Stato andavano esattamente nella direzione opposta. Cioè contro gli interessi nazionali e contro gli impegni assunti dallo Stato italiano a livello europeo e internazionale. Oggi, i legislatori nazionali, grazie all’Art. 33-quater, ci hanno finalmente dato ragione.

Non solo, tali sentenze erano lesive degli interessi della collettività e degli interessi economici di migliaia di imprese italiane a cui è stato indirettamente impedito di produrre e installare (a detrimento dell’evoluzione socio economica del Paese) le VePa i cui benefici – ormai riconosciuti e acclarati da tutti (qualcuno escluso) – sono straordinari. In termini di risparmio energetico, di sicurezza, di decoro architettonico, di riduzione del consumo di territorio e impermeabilizzazione del suolo (dove l’Italia vanta un primato negativo).

Va poi precisato che L’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa che si affida ai giudici per risolvere questioni di natura prettamente tecnica, edile, architettonica e urbana. Tutti argomenti su cui i magistrati non possono avere competenze specifiche poiché semplicemente non le hanno studiate e quindi sono privi di titoli per poterlo fare.

 

Nei Paesi del nord Europa, per diramare questioni di natura edile e architettonica ci si affida prima agli Ordini Professionali di competenza e poi, l’ultima “parola”, passa ai magistrati. Parrebbe logico, sensato, ma in Italia il concetto di “buon senso”, si sa, è ballerino, soprattutto quando vi è di mezzo la magistratura. Che, come tutti sappiamo, oltre ad essere onnisciente, estende (estendeva) la sua influenza e il proprio potere su tutto: sulla società civile, sulla politica e finanche sullo Stato. Sentenze attraverso le quali i giudici si contraddicevano a vicenda e, non essendo ingegneri né architetti, a volte hanno generavano una gran confusione terminologica tra “cubatura”, “volumetria”, “destinazione d’uso”, “permesso a costruire” “oneri di urbanizzazione”.

Come se non bastasse la nostra Associazione (assvepa.it) riceveva quotidianamente segnalazioni da parte di cittadini che erano vessati da alcuni uffici tecnici comunali disonesti che, incoraggiati da tali sentenze, estorcevano oneri di urbanizzazione esorbitanti per il rilascio di un’autorizzazione. Importi equivalenti ad oneri di urbanizzazione primaria. Un vero e proprio permesso a costruire che autorizzava i cittadini richiedenti a proteggere e ad utilizzare il proprio balcone o veranda, attraverso l’installazione di VePa per il risparmio energetico e la messa in sicurezza di questi organismi edili inutilizzabili e quindi abbandonati.

 

Questi paravento in vetro – non ci stancheremo mai di ribadirlo – definiti da famosi architetti internazionali “sistemi intelligenti per il risparmio energetico” sono stati inventati vent’anni fa nei Paesi europei più progrediti e poi utilizzate per il recupero, il riutilizzo e l’efficientamento energetico “naturale” di interi quartieri residenziali vetusti e aree urbane degradate. Straordinari progetti green di riqualificazione e sostenibilità urbana e architettonica, che incoraggiano e incentivano i cittadini ad usare il proprio balcone come serra solare captante e tampone, o come giardini d’inverno dove le piante assorbono CO2 e consentendo risparmio energetico e maggiore salubrità agli ambienti domestici: meravigliose macchine non energivore per la produzione di energia a costo zero. Basti pensare che la luce solare che colpisce la Terra in un’ora, fornisce più energia di quanto il mondo intero ne consumi in un anno.

Evitare sprechi contro il “caro bolletta”

Secondo un importante studio effettuato dai ricercatori Kimmo HillialoEerik Makitalo e Jukka Lahdensivu della Tampere University of Technology, i risparmi ottenuti da balconi vetrati (tipo “serra tampone” o “cuscino termico”) a Stoccolma – città tra le più fredde d’Europa – equivalgono a circa 1.000 kWh, cioè il 14.9% in un anno.  

 

Se in Italia si proteggessero e si riutilizzassero tutti i balconi abbandonati attraverso l’inserimento delle VePa, si potrebbe ottenere un risparmio energetico significativo di 36,65 kWh/m²anno, pressoché corrispondente al 30% per ogni singola unità abitativa (cfr. studio dell’arch. Stefania Galante, urbanista esperta di efficienza energetica e dagli ing. Giovanni e Antonio Tribuzio). 

 

Cifra che moltiplicata per i milioni di unità abitative da efficientare, darebbe risultati straordinari, grazie a queste semplici  macchine (non energivore) per il risparmio energetico e la produzione – in inverno – di energia solare… a costo zero! Oggi, più che mai, risparmiare sulle bollette di luce e gas diventa una priorità non solo individuale, ma collettiva e nazionale, come più volte auspicato (nel corso dell’ultimo Governo) sia dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, definendo i comportamenti virtuosi e l’impegno collettivo, “la chiave per uscire dalla crisi, fare ripartire e rilanciare il nostro PaesePalombella permettendo.

In Italia vi sono circa 10 milioni di balconi (fonti ISTAT); la maggior parte degli stessi risulta inutilizzata e pertanto determina un enorme spreco di spazio ma, cosa ben più grave, un ingente spreco di energia e di risorse naturali, ambientali ed economiche. Parliamo di circa 40 milioni di metri cubi di calcestruzzo sprecato; consumo del territorio inutile; disastrosa impermeabilizzazione del suolo e una perdita di 30.000 MgW/h termici (vale a dire 30 miliardi di kW/h termici), con migliaia di tonnellate di gas-serra immesse nell’atmosfera. Un danno incalcolabile per la collettività in termici economici, di salute e di salvaguardia ambientale ed eco-sistemica. 

 

E’ stato calcolato, ad esempio, che la dispersione termica di una parete con balcone su un edificio (insieme a porte e finestre tradizionali) fa perdere inesorabilmente il 30% circa del fabbisogno di un appartamento (in termini di energia termica e di denaro), oltre ad accrescere l’inquinamento atmosferico. Percentuale che, moltiplicata per milioni di balconi, si esprime con cifre da capogiro.

Infischiandosene della premialità innovativa di questi manufatti (che molti, tra cui  giudici e i tecnici comunali, non conoscono neppure, se non per “sentito dire”), e in barba ai protocolli internazionali sottoscritti a Parigi e in altre varie sedi europee e internazionali, sulla necessità di ridurre le immissioni di carbonio e sulle successive ed ultime direttive imposte dall’UE, e recepite dall’Italia attraverso un documento condiviso e firmato da ben quattro Ministeri, altri per noi cittadini italiani avevano arbitrariamente deciso che le VePa non si potevano installare o potevano essere installare sì, ma pagando. Come sempre, tutto in Italia si riduce alla moneta, ai soldi, ai quattrini. Con buona pace degli accordi internazionali per la riduzione del gas serra (NZEB – Nearly Zero Energy Building). E con buona pace anche per i disastrosi cambiamenti ambientali e climatici in atto.

La proposta emendativa

La motivazione alla base del decreto Legge in oggetto è semplice, come spiega il sen. Elio Lannutti (considerato un po’ il promotore istituzionale dell’emendamento),


“Fare buona politica significa stare accanto ai cittadini, capirne le esigenze. Ascoltare le istanze della società civile, delle tante associazioni di categoria che rappresentano i vari settori della nostra economia. Erano anni che molte aziende italiane sollecitavano il Governo a colmare un vuoto normativo inerente questi prodotti ormai sempre più diffusi. Nel nord Europa erano già utilizzati da decenni e con grandi benefici”.

 

“Ai Gruppi di lavoro del Senato giungevano da tempo interpelli corredati da fascicoli tecnici su questi “sistemi intelligenti”, le VePa. Documentazione inviata assiduamente da numerose associazioni tra cui ASSVEPA. L’associazione italiana dei produttori e installatori di vetrate panoramiche amovibili. In italia, migliaia di imprese. L’argomento del risparmio energetico che l’utilizzo delle VePa avrebbe permesso, come dimostrato e verificato dai professionisti abilitati dal Comitato Tecnico dell’Associazione, è stato determinante nel sensibilizzare i miei colleghi ed altri senatori e parlamentari di varie correnti politiche nel Governo Draghi.”

Il “dietro le quinte” dell’Art. 33-quater

La proposta di legge parte quindi da molto lontano e si concretizza, dopo un lungo lavoro, in varie Commissioni parlamentari per poi essere definitivamente stilata nei Gruppi di lavoro al Senato fino ad approdare sui tavoli tecnici della Commissione Bilancio del Senato della XVIII Legislatura della Repubblica italiana.

 

I promotori e primi firmatari dell’emendamento, come è stato detto, sono il sen. Elio Lannutti, uomo di grande esperienza politica e legislativa e dalla grande sensibilità e apertura verso le istanze della collettività. E il sen. Luciano D’Alfonso (già presidente della Regione Abruzzo e presidente della VI Commissione permanente Finanze e tesoro). Su tale proposta vengono coinvolte altre Commissioni senatoriali. 

 

Dimostrano interesse nei confronti degli interpelli e dalla corposa documentazione fatta pervenire da Assvepa, la senatrice Vilma Moronese (presidente dell XIII Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali); il sen. Gianni Pietro Girotto (presidente X Commissione permanente Industria, commercio, turismo); il sen. Daniele Pesco (presidente V Commissione permanente Bilancio; la senatrice Rosellina Sbrana (parlamentare della Delegazione italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa); le senatrici Luisa Angrisani e Luigina Giannuzzi (componenti della XIV Commissione permanente Politiche dell’Unione europea); il sen. Emanuele Dessì (membro della X Commissione permanente Industria, commercio, turismo); la senatrice Bianca Laura Granato (già membro della Commissione parlamentare per le questioni regionali); il sen. Primo Di Nicola (membro della Commissione speciale per l’esame degli atti urgenti presentati dal Governo); la senatrice Virginia La Mura (membro della X Commissione permanente Industria, commercio, turismo); la senatrice Paola Nugnes (membro della XIII Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali); la senatrice Barbara Lezzi (membro VI Commissione permanente Bilancio); il collaboratore parlamentare presso il Senato Pietro Scutari; il sen. Iunio Valerio Romano (membro della XI Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale).

Furono sensibilizzati sull’argomento VePa l’attuale ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo GiorgettiGilberto Pichetto Fratin  (oggi ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica); Federico Freni (sottosegretario di Stato al Ministero dell’economia e delle finanze nei governi Draghi e Meloni); la senatrice Maria Cecilia Guerra (già Sottosegretario di Stato per l’Economia e le finanze nel Governo Conte e Draghi); il ministro Federico  D’Inca’ (già Ministro per i rapporti con il Parlamento della Repubblica Italiana); la senatrice Alessandra Sartore (già Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze); il capogruppo alla Camera Davide Crippa (componente della X Commissione Attività produttive, commercio e turismo); l’attuale ministro dell’università e della ricerca Anna Maria Bernini; il sen. Massimiliano Romeo (già membro della XI Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale); e il sen. Andrea Ostellari (già presidente della II Commissione permanente Giustizia).


Sull’argomento delle vetrate panoramiche amovibili si discute a lungo e dettagliatamente anche con altri parlamentari tra cui l’on. Benedetta Fiorini (già componente degli organi parlamentari della X Commissione Attività produttive, commercio e turismo); l’on. Alessandro Cattaneo (già componente degli organi parlamentari della VI Commissione Finanze e oggi Capogruppo parlamentare alla Camera nel Governo Meloni); l’on. Dario Stefàno (già Presidente della XIV Commissione permanente Politiche dell’Unione europea).

Determinanti saranno alcuni incontri e colloqui tra il presidente Assvepa e numerosi illuminati e precursori sindaci pugliesi, tra cui il dr. Andrea De Pascali, alla presenza dell’on Raffaele Fitto (già eletto al Parlamento Europeo e oggi Ministro per gli Affari europei, per le politiche di coesione e per il PNRR). A cui viene omaggiato un libro sulle VePa, un trattato esaustivo di 800 pagine, della cui lettura – come successivamente si saprà – il Ministro rimane entusiasta. Come chiunque lo abbia letto. Numerosi confronti costruttivi avvengono con altri sindaci tra cui il dr. Alessandro Quarta, Carlo Salvemini, Renato Stabile, Fabio Vergine ecc.

Sempre a livello regionale avvengono incontri presso la sede della Regione Puglia con il consigliere Fabiano Amati, e poi con gli assessori Alessandro Delli NociPaolo PagliaroDonato Metallo, Antonio Gabellone, con l’assessore avv. Anna Grazia Maraschio, con Antonio Trevisi (oggi senatore nel Governo Meloni). La finalità di questi incontri è quella di sensibilizzare e fare conoscere i benefici urbani ed energetici delle VePa e, in genere, dei vetri fotovoltaici e dello straordinario BIPV (Building Integrated PhotoVoltaic).


Vengono organizzati dei tavoli di lavoro e incontri presso la sede nazionale di Roma, con organi direttivi dell’ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili, tra cui il dr. Edoardo Bianchi (durante la presidenza di Gabriele Buia), e a cui partecipano, tra gli altri, l’on. Marina Nardi (già presidente della X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo – XVIII Leg.), l’on. Riccardo Fraccaro, (già Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel Governo Conte). Incontri ai quali abbiamo presieduto insieme ad alcuni componenti il Comitato direttivo dell’Associazione Assvepa, in qualità di consulenti e tecnici esperti in materia.

Vengono presi contatti con la segreteria e la direzione dell’ANCIAssociazione Nazionale Comuni Italiani; con i delegati regionali di ANITecPA – Associazione Nazionale Italiana Tecnici Pubblica Amministrazione, tra cui l’architetto Francesco Longo; con Confesercenti Impresa; AIDDA – Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda e numerose altre associazioni di categoria, tra cui ADUSBEF.

 

Avvengono confronti e scambi di idee e di opinioni con numerosi architetti e ingegneri appartenenti ai relativi ordini professionali; incontri e consultazioni con addetti ai lavori, con avvocati, magistrati, con produttori de vetrate panoramiche; sono stati organizzati interessanti convegni, workshop con architetti, ingegneri e urbanisti; ci siamo interfacciati con numerosi uffici tecnici, con tantissimi sindaci, tutti estremamente entusiasti e collaborativi. Su questo argomento abbiamo scritto decine e decine di articoli e interventi pubblicati su riviste, quotidiani, blog, siti tematici e specialistici; abbiamo rilasciato interviste ad autorevoli giornalisti e opinion leader. Siamo intervenuti in numerosi tavoli di lavoro professionali ed extra parlamentari.

Decreto legge

Finalmente, nell’ultimo Governo Draghi, il 15 settembre 2022, il pacchetto decreti Aiuti Bis (che contiene anche l’Art. 33-quater) “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 agosto 2022, n.115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali (V. Stampato n. 2685) approvato dal Senato della Repubblica il 13 settembre 2022 (V. Stampato Camera n. 3704), modificato dalla Camera dei deputati il 15 settembre 2022)”, viene trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che lo firma. Così come lo firmano il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro della transizione ecologica, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell’interno, il Ministro della giustizia, il Ministro della difesa e il Ministro dell’istruzione. (Atti pubblici) Il 21 settembre 2022 – Serie generale n. 221 – viene reso ufficiale con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana

L’Art. 33-quater diventa Legge dello Stato (Atti pubblici).

I reali benefici delle vepa

Cosa cambia a partire da adesso con questa novità legislativa?

Alcune cose interessanti. Intanto, il nostro Paese si mette al passo con altre nazioni più evolute. Le famiglie italiane potranno avere più spazio in casa e risparmiare in bolletta sui costi di riscaldamento. Senza generare volumetria o modificare le destinazioni d’uso. Si interrompono le cattive pratiche di alcuni uffici tecnici comunali che vessavano i propri cittadini con richieste di oneri concessori non dovuti, quindi illegittimi.

 

Logge, verande e balconi inutilizzati potranno essere finalmente fruiti e resi più sicuri. Molte aziende non chiuderanno ma torneranno a lavorare, ad assumere e a versare tasse nelle casse dello Stato. Lo stanno già facendo.

 

Si potranno soprattutto riqualificare le periferie, alcune molto degradate, restituendo dignità architettonica, decoro urbano, valore immobiliare alle città. Tutto ciò determinerà minore domanda di cementificazione, occupazione di suolo e impermeabilizzazione del terreno. Quindi minore antropizzazione e riduzione delle immissioni di CO2. E tutto questo, a costo zero per lo Stato. Questi sono i benefici delle VePa a medio lungo termine.

Poiché abita su un altro pianeta, il Burocrate, giocoforza, non ha potuto visitare le città dei Paesi scandinavi dove interi quartieri sono stati recuperati ed efficientati proprio grazie alle VePa made in Italy. Che paradossalmente non potevano essere installate in Italia proprio per un vuoto normativo colmato finalmente, anche se con molto ritardo, proprio da quell’Art. 33-quater. Testo bocciato dal critico Palombella.

 

Migliaia di persone col pollice verde hanno accolto con esternato entusiasmo questa novità legislativa. Grazie alle VePa le loro verande e balconi ospiteranno piante, fiori, coltivazioni idroponiche. O piccoli orti botanici dove poter finalmente coltivare e curare un po’ di verde. Immaginiamo migliaia di balconi che si trasformano in salubri micro-polmoni verdi cittadini. Che assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno. Alimentando così quella “visione green” e proseguendo la stagione dei “boschi verticali” urbani, inaugurata dalla geniale intuizione del nostro italianissimo architetto Stefano Boeri, considerato ormai un’archistar e famoso in tutto il mondo. 

I nuovi “parametri” dell’architettura edile devono essere legati alla sostenibilità, alla qualità estetica esteriore ma anche alla vivibilità dello spazio; al lato “verde” del progetto. Nel mondo di oggi, le tematiche legate alla natura e all’ambiente devono rientrare in architettura.

Il fenomeno di ricolonizzazione da parte della natura di parti di città o di territorio antropico abbandonati, entra come questione nel rapporto con le superfici verdi, cioè il fatto che oggi le nostre sono città minerali con pochi spazi lasciati al mondo vegetale, e noi dovremmo invece – in prospettiva di contribuire anche alla lotta contro il cambiamento climatico –moltiplicare gli spazi vivi e verdi tradizionali come parchi, giardini, viali, boschi e balconi come nel caso del Bosco Verticale. Dobbiamo sperimentare nuove forme di presenza del verde in città, della biodiversità, capaci di equilibrare l’innovazione e il contemporaneo con la tradizione.

E in quali luoghi cittadini può avvenire questo cambiamento se non sui balconi protetti con VePa?

Immaginiamo poi, in questa Italia sempre più demograficamente senile, il piacere ed il sollievo dei nostri anziani, i nostri genitori, i nonni, che grazie alle VePa possono piacevolmente trascorrere una parte della loro quotidianità in ambienti luminosi, magari spaziosi (e con vista panoramica per i più fortunati). Sono noti infatti gli effetti benefici della luce solare, su corpo e psiche. La famosa vitamina E che stimola l’ormone del buon umore e rafforza le barriere immunitarie. Pensiamo cosa possa significare un ambiente domestico pieno di luce, facile da arieggiare, con un’ampia visuale – magari sulla campagna – per tutte quelle persone sfortunate, con problemi di salute, i diversamente abili, chi ha problemi motori, di deambulazione, che hanno difficoltà a muoversi, ad uscire semplicemente di casa, cosa possa significare un bel balcone dove stare indipendentemente dalle condizioni climatiche. Ricordiamoci le raccomandazioni spesso ripetute da esperti virologi, dai direttori sanitari, dal Ministero della salute o dall’Istituto Superiore di Sanità, durante i lockdown pandemici che “vivere in ambienti luminosi e facili da arieggiare, come balconi e verande (molto meglio se protetti) è il miglior modo per difendersi dal virus o meglio sopportare il lockdown”. 

Un balcone che favorisce la socialità: dove la casalinga può bere il tè o il caffè con le amiche, con la vicina di casa. Un balcone dove fare yoga, fitness, una partita a scacchi, dove leggere o ascoltare musica, suonare uno strumento. Come stare all’aperto ma protetti, in ogni stagione.

 

 

Tra l’altro, il Palombella non conosce neppure quello di cui disquisisce con tanta falsa sicumera poiché, ribadiamo un concetto per noi fondamentale, le VePa non sono dei serramenti. Ciononostante, non permettiamo a nessuno, né tanto meno a questo “giurista d’impresa” di offendere una categoria, quella dei serramentisti (molti dei quali nostri associati), appartenenti a un settore tra i più vitali e dinamici per l’economia del Paese. Basti pensare a cosa sarebbe una casa senza infissi, tutta aperta. Un luogo inospitale e inabitabile. E sono proprio questi infissi, o serramenti, disprezzati, a rendere confortevole l’appartamento del Palombella: quel luogo protetto e piacevolmente vivibile, dove, nonostante tutto, vengono partorite le sue inquietanti cogitazioni. Segnale di un malessere interiore. O di frustrazione.

Benefici immediati

Altri benefici invece sono immediati. Proteggere un balcone con le VePa significa creare un cuscinetto termico che, per quel principio della termodinamica noto come entropia, riduce le dispersioni termiche della moltitudine di abitazioni e di tutti quegli edifici che non sono stati resi energeticamente efficienti con il superbonus: (solo uno su mille quelli efficientati (dati ENEA). 

 

Ridurre le dispersioni termiche significa risparmiare energia. Significa risparmiare gas, risparmiare quindi sui costi del riscaldamento; significa affrancarci dalla dipendenza del criminale gas russo. Ma significa soprattutto diminuire le emissioni di quel CO2 causa del surriscaldamento globale, dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento ambientale e dei disastri idrogeologici in atto.

 

 

  • Un balcone protetto con le VePa – dotate di un sistema a doppia sicurezza per l’apertura delle ante – permetterà alle mamme di assentarsi momentaneamente e serenamente, lasciando giocare o studiare i propri figli nel balcone protetto con le VePa, e in tutta sicurezza. Prevenendo spiacevoli incidenti domestici come troppo spesso drammaticamente è accaduto, sia recentemente che in passato. Le cronache nere ce lo ricordano.
  • Le VePa proteggono balconi e verande dalla pioggia, dal ristagno delle acque meteoriche sul pavimento; prevengono dall’umidità e da pericolose infiltrazioni nei solai. Che nel tempo posso causare lesioni o, peggio, crolli con esiti a volte drammatici. Ne sanno qualcosa molti proprietari di appartamenti e immobili.
  • Tutti questi balconi protetti con le VePa evitano costose e frequenti manutenzioni e ristrutturazioni.  
  • Le VePa restituisco dignità architettonica e valore immobiliare a edifici e palazzine vetuste e degradate, e decoro urbano alle nostre periferie che, per inciso, sono tra le più degradate d’Europa. Soprattutto nel centro e sud Italia.

“Giurista d’impresa”

Ora torniamo al Palombella e soffermiamoci un attimo su cosa significa essere ungiurista d’impresa” e cosa fa. Lo sanno bene gli addetti ai lavori. Meno bene gli altri. Ma nell’immaginario collettivo, questa accoppiata di parole è evocativa.  “Giurista”, un cultore, un conoscitore della scienza del diritto, delle norme; anticamente un oratore esperto di diritto romano. Come Quinto Mucio Scevola o Servio Sulpicio Rufo (I secolo a.C.). Quindi figure nobili, solenni. Autorevoli.

 

E poi vi è la parola “impresa”, sinonimo di lavoro, di laboriosità, operosità, amore per il fare e l’intraprendere, cultura dell’agire (in contrapposizione alla cultura retorica del solo pensare o dire).

 

Oggi questi due termini si sono congiunti per formare la locuzione “giurista d’impresa” (o consulente legale d’impresa). Cioè un professionista che tutela gli interessi giuridici di un’impresa, una società o azienda. Con l’obiettivo di tradurre le scelte dell’impresa in termini giuridici, di valutare le conseguenze legali che le decisioni gestionali hanno e di assicurarsi che l’azienda applichi leggi e normative vigenti. Per ottimizzarne la produttività, la competitività e lo sviluppo.

Quindi il giurista d’impresa dovrebbe essere una persona qualificata, un professionista che ama l’impresa, che mette passione nel suo lavoro e la cui vocazione e impegno sono quelli di assistere le aziende, le “imprese” in ogni aspetto e tutelarne i diritti e farle crescere. Ma fare impresa significa soprattutto permettere ad altri di lavorare, significa creare economia, generare benessere.

In questo polemico signor Palombella, che si sottoscrive giurista d’impresa, non percepiamo tutto questo amore per il lavoro, o vocazione professionale o rispetto per l’impresa. Le sue critiche trasudano risentimento. Per che cosa? Verso chi? Più di una critica lucida, competente e obiettiva, è un semplice rimuginoso cattivo sfogo personale. 

Un mistero insondabile

In un articolo su quella mala giustizia che affligge il nostro Paese, il giornalista Stefano Zurlo ha scritto recentemente, che “l’essere umano è un mistero insondabile”. Anche la burocrazia, aggiungiamo noi, è un altro male che corrode l’Italia. E questo signore, secondo noi, non è un “giurista d’impresa” ma un Burocrate, un altro di quei misteri insolubili.

 

 

In tutte le azioni o i pensieri degli uomini liberi, onesti e laboriosi vi è sempre qualcosa di buono e meno buono, a volte anche qualcosa di sbagliato. Nessuno è perfetto. Ma nella dura critica sull’Articolo 33-quater del Burocrate, nella rancorosa quanto inutile arrampicata sugli specchi contro le VePa, che egli boccia (come se le VePa fossero il male dell’universo), si evince che c’è qualcosa di personale, che va oltre l’emendamento o il mero Articolo e di come è stato scritto, o l’utilità o l’inutilità del mero manufatto. Lo capirebbe un bambino della prima elementare.

 

 

Questo signore offende tutti gli autentici giuristi d’impresa e lede la loro immagine. Essere giurista d’impresa è, come abbiamo detto, una professione nobile, indispensabile per tutte quelle aziende o società moderne che, grazie alle sue specifiche competenze professionali, possono strutturarsi meglio a livello normativo e poi organizzativo. Una figura oggi di importanza vitale, che aggiunge valore a tutte quelle imprese di medie e grandi dimensioni. Ma in questo signore – lo ribadiamo – non vediamo nulla di tutto ciò, nessuno di questi valori. Percepiamo solo un inspiegabile risentimento. E questo suo atteggiamento, non fa del male solo a sé stesso, ma anche ai suoi colleghi, a tutta la categoria. Poiché, a differenza di un Giurista d’Impresa, un burocrate complica la vita e il volere degli altri.

Una mala-burocrazia deleteria per il nostro Paese

La burocrazia – infatti – si autolegittima attraverso il condizionamento del sistema e la funzione del burocrate è complicare la vita degli altri, di coloro che compongono il sistema; “un’invenzione perfezionata dal mondo moderno, in grado di impedire o ritardare qualsiasi cosa. Una congrega che soprattutto alimenta sé stessa e si è resa indispensabile al (cattivo NdA) funzionamento degli Stati” (La maledetta onnipotenza dei burocrati, Armando Torno, Il Sole24Ore / Cultura). 

 

 

Basti pensare che in Italia l’87% dei contribuenti non riesce a compilare nemmeno la propria dichiarazione dei redditi, talmente è complicata. E deve pagare per pagare le tasse. Rivolgendosi ad altri. “La burocrazia, eccessiva e soverchiante, frena e soffoca l’Italia. Il peso di adempimenti, spesso puramente formali o ridondanti, rappresenta sempre più l’ostacolo maggiore al buon funzionamento del nostro Paese. E tutto ciò costa molti miliardi di euro ai contribuenti”. (CGIA Mestre) 

 

 

I burocrati si suddividono in Statali e privati. E benché non sia un impiegato statale, di questi “ingranaggi burocratici” fa parte il Palombella, burocrate privato in modalità smart working.

Chi guarda solo il dito non vede la luna

Le critiche cavillose, sterili e inconsistenti riservate a quell’emendamento, il famoso Art. 33-quater, contengono – tra le righe – livore e astio. E disprezzo. Disprezzo nei confronti dell’espressione più democrazia della nostra Costituzione, esercitata dal popolo italiano attraverso i suoi portavoce che sono i legislatori nazionali. L’Articolo 4 della Costituzione della Repubblica Italianariconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.                                                                                                                 

E ogni cittadino aggiungiamo noi, ha l’obbligo morale di partecipare a tutti quei processi socio-economici che producono benessere: cioè il lavoro e l’impresa. Tra cui i serramentisti. E i vetrai.

 

 

Ci sia permesso allora ricordare al Burocrate che proprio queste derise categorie e i loro indotti sono estremamente vitali per l’economia italiana: offrono lavoro e benessere a milioni di famiglie. E sicurezza sociale al nostro Paese.

 

 

Ernest Hemingway ci ricorda di “non chiedere per chi suona la campana”. La campana suona per tutti noi, per ognuno di noi, perché l’umanità siamo noi. Noi tutti partecipiamo a renderla migliore. O, in alcuni casi, peggiore. Rari, per fortuna.

 

 

Dove si è mai visto un sedicente “giurista d’impresa” che non solo disprezza ma deride importanti categorie professionali, quali i serramentisti e, di conseguenza, le vetrerie che rendono gli infissi manufatti prestazionali ed efficienti, indispensabili per l’edilizia, per il confort abitativo, per l’essere umano?

Se la critica fosse pervenuta da un guardiano di capre o da un contadino poco istruito (con tutto il rispetto per questi due indispensabili e insostituibili mestieri che ogni giorno ci permettono di mangiare prodotti genuini), non ne saremmo rimasti sorpresi, basiti, come si usa dire oggi. Ma che l’autore sia un Burocrate (quantunque non statale), il quale dimostra di non sapere ancora come funziona uno Stato democratico, che non ne sa l’ABC, è alquanto sorprendente.

 

 

Allora, vogliamo spiegare al Burocrate che uno Stato “sovrano” si realizza attraverso l’organizzazione politica di un popolo, che elegge democraticamente i suoi rappresentanti. Gli eletti formano le due camere del Parlamento il quale esercitata funzioni legislative. I parlamentari rappresentano dunque i cittadini e perciò traducono le loro istanze, cercando di assolvere alle esigenze del Paese. In poche parole cercano di trovare delle soluzioni ai problemi della collettività. Qualsiasi legge promulgata va sempre nell’interesse del popolo sovrano o almeno negli interessi della maggioranza. 

 

 

L’ormai famoso Articolo 33-quater che non piace al Burocrate perché quasi sia scritto male, contiene in nuce lo spirito del legislatore nazionale, che egli non coglie, troppo impegnato a criticarne la forma e lontano da percepirne la sostanza, le motivazioni, i benefici. Il nostro Burocrate non riesce proprio a vedere la luna ma solo la punta del dito che la indica. La sua, perciò, è una voce flebile e isolata. Fuori dal coro.

Con quell’emendamento diventato Legge dello Stato (che è fatto obbligo a tutti di rispettare, come costituzionalmente indicato) i legislatori nazionali ci dicono semplicemente che è nell’interesse di tutti – o almeno di coloro che lo desiderano – utilizzare questi straordinari sistemi intelligenti che sono le VePa. La Legge ne promuove e ne incentiva a tutti gli effetti il loro l’utilizzo grazie ad una intelligente ed efficace semplificazione burocratica. E perciò mal digerita dal burocrate Palombella.

 

 

Inoltre il Burocrate dimentica o forse non sa che dietro ad un semplicissimo prodotto si cela una straordinaria macchina produttiva che coinvolge decine di categorie professionali, e crea un circolo virtuoso economico pazzesco con un indotto che offre lavoro a centinaia di migliaia di operai, lavoratori e impiegati. Che genera un formidabile getto erariale e rimpingua le casse dello Stato (e indispensabile anche per pagare i burocrati che remano contro tale “sistema”).

 

 

E sono centinaia queste aziende che appartengono alla filiera delle macchine per la produzione, la cottura e la lavorazione del vetro delle tanto criticate VePa

 

E per la cui realizzazione occorrono anche dei profili in alluminio, poiché queste vetrate panoramiche amovibili non sono composte di solo vetro.

Il settore dell’alluminio

La UNICMI è l’Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro e dei serramenti, e rappresenta circa 22.000 aziende impegnate nel mercato dell’involucro edilizio e dei serramenti metallici, delle schermature solari e altre costruzioni metalliche. Con un fatturato di oltre 7 miliardi di euro. UNICMI assume inoltre il ruolo di difesa degli interessi del comparto che si concretizza con la presenza attiva in 7 Commissioni e in 41 Gruppi di Lavoro

 

UNI specifici del proprio campo di azione, nelle Commissioni Ministeriali e Interministeriali nonché nelle Commissioni ENEA, in 20 Gruppi di Lavoro CEN e nelle commissioni di elaborazione delle Direttive dell’Unione Europea relative a tutti i prodotti dell’involucro edilizio. Alcune delle aziende consociate estrudono i profili utilizzati per la produzione delle VePa.

 

La UNICEDIL, per il numero di imprese associate – circa 480 – è la più importante associazione nazionale del settore serramenti. 

 

Twin Systems invece è Consorzio che riunisce un gruppo di aziende italiane leader nell’estrusione e distribuzione di profili in alluminio, con 15 soci distributori e circa 5.000 clienti serramentisti. I serramentisti vituperati dal Palombella.

 

ASSVEPA è l’Associazione Italiana Vetrate Panoramiche Amovibili, senza scopo di lucro. Rappresenta e tutela circa 4000 aziende di vari settori, associate e non, che utilizzano le VePa. Anche se in Italia sono oltre 10.000 le aziende (tra produttori, distributori, progettisti, rivenditori, artigiani, installatori) che utilizzano questi sistemi intelligenti per il risparmio energetico, per la messa in sicurezza, la fruizione e la protezione di logge e balconi inutilizzati.

I comparti del vetro

Nel settore del vetro (che compone il 90% delle VePa), ad esempio, ASSOVETRO  Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro, è l’associazione imprenditoriale di categoria (aderente a Confindustria), a cui aderiscono 70 tra le piu importanti aziende industriali che producono e trasformano il vetro, per un totale di circa 16.000 addetti.

Le lastre di vetro float utilizzate per le VePa (tagliate, lavorate a filo lucido, forometrate e poi temperate) e il vetro stratificato di sicurezza, sono prodotte in Italia, su Licenza di grandi gruppi internazionali.  

                                                         

Come la PILKINGTON  (acquistata nel 2006 dalla holding giapponese NSG Group), l’azienda che per prima ha prodotto le lastre float piane. O come la ŞIŞECAM fondata in Turchia nel 1935; un’industria collocata tra i produttori più prestigiosi al mondo, grazie a competenza e strutture altamente competitive. O come il più noto GRUPPO SAINT-GOBAIN, leader mondiale nell’edilizia sostenibile, presente in 75 paesi con oltre 166.000 dipendenti.

La Guardian Glass è un’altra di quelle aziende internazionali, ma ben presente in Italia, all’avanguardia su ciò che si può ottenere con questo incredibile materiale che è il vetro. Dagli iconici progetti architettonici che superano i limiti della tecnologia del vetro allo sviluppo di alcuni degli ambienti domestici, lavorativi e commerciali più efficienti dal punto di vista energetico. 


Va inoltre ricordato che il vetro è uno dei materiali più ecologici al mondo, e uno tra i materiali da costruzione più eco-sostenibili, sani e sicuri, in grado di fornire vantaggi positivi – adesso e negli anni a venire – poiché riciclabile all’infinito. 


La questione sempre più pressante del cambiamento climatico e di una migliore tutela dell’ambiente è ritenuta prioritaria per l’interesse pubblico. L’industria odierna del vetro si concentra sulla progettazione di prodotti sani, sostenibili e riciclabili, e che non siano nocivi per l’ambiente. Per dare “un’impronta green” che aiuta l’ecosistema senza danneggiarlo. Ecco perché il vetro è ora, più che mai, estremamente rispettoso dell’ambiente.


Il Gruppo AGC (presente con oltre 100 sedi nell’intera Europa – anche in Italia – e che impiega oltre 15.200 dipendenti), ha accettato questa sfida e sta sviluppando la filosofia Cradle to CradleUn approccio visionario improntato sul considerare i materiali in base a cinque categorie – Salute dei materiali, Gestione delle risorse idriche, Riutilizzo dei materiali, Energie rinnovabili, Equità sociale – per trovare quale minimizza l’impatto e massimizza il guadagno. Le VePa ne fanno parte.

Il settore delle automazioni

Per non parlare del settore dell’automazione e della lavorazione, parallela alla produzione delle lastre di vetro, che offre lavoro a decine di migliaia di persone.

 

Bottero ad esempio è l’unica azienda al mondo che fornisce alta tecnologia in quasi tutti i campi della lavorazione del vetro (quel vetro tanto importante per realizzare le VePa), mediante la progettazione e realizzazione di macchinari per il vetro piano e la realizzazione di linee complete per la produzione di lastre float e laminato. Il gruppo impiega 650 dipendenti, 212 ingegneri, 85 agenti e distributori, 100 Nazioni con 50.000 installazioni attive.

 

Al Nord in provincia di Monza e Brianza un’altra azienda, la OMV Vismara, fondata nel 1981, è specializzata nella produzione di tecnologie per la lavorazione del vetro piano. Da piccola impresa l’azienda è rapidamente cresciuta senza mai cambiare la propria identità, sino ad internazionalizzare il proprio mercato.

 

In provincia di Latina, è presente un’altra azienda dell’eccellenza italiana. La Mazzaroppi. Da tre generazioni produce forni innovativi a basso consumo energetico per temprare i vetri delle VePa, offrendo soluzioni all’industria del vetro a livello globale.

Fondata a Pesaro nel 1987 la INTERMAC (divisione della BIESSE GROUP) occupa una posizione di leadership mondiale nella produzione di automatismi per la filiera del vetro, disponendo di circa 30.000 mq di superficie produttiva nella quale sono impiegati oltre 300 dipendenti.

 

La ditta FRATELLI PEZZA nasce invece nel 1970 come azienda costruttrice di impianti meccanici ed industriali fino a dedicarsi in maniera specifica al settore dei macchinari per la lavorazione del vetro. All’avanguardia nella realizzazione di impianti per la sabbiatura e la marcatura del vetro, è riuscita ad imporsi nel mercato mondiale con una esclusiva sabbiatrice totalmente automatica.

Il comparto dell’outdoor

Anche le grandi aziende italiane dell’Outdoor e della Protezione Solare riunite in ASSOTENDE (Associazione delle aziende del settore della tenda, delle schermature solari, dei sistemi di comando e automazione e dei tessuti tecnici – confluita in Federlegnoarreda), utilizzano le vetrate panoramiche scorrevoli e amovilibili per completare e arredare i propri dehor, gazebo, pergotende, pergole bioclimatiche, serre solari, giardini d’inverno, verande climatiche, ecc.

 

 

Tra queste autorevoli aziende vi sono la Gibus, Pratic, Parà, Tendarredo, Giovanardi, Mottura, Euroflex, MV Line, NYX, Brianza Tende ecc. Aziende che rappresentano l’eccellenza del design made in Italy, ed esportano il nostro “bello e funzionale” in tutto il mondo. Un gruppo di aziende top che dà lavoro a migliaia di persone e ogni anno fattura centinaia di milioni euro.

Il grande comparto dell’Edilizia

Da qualche anno molti costruttori edili hanno iniziato a vendere gli appartamenti con i balconi già protetti con le VePa. Molti dei quali sono iscritti ad ANCE – Associazione Nazionale Costruttori Edili. “L’Associazione di categoria che, dal maggio 1946, rappresenta a livello nazionale gli imprenditori privati di ogni dimensione e forma giuridica, operanti nei settori delle opere pubbliche, dell’edilizia abitativa, commerciale, direzionale e industriale. Il settore delle costruzioni e la sua lunga e complessa filiera risultano centrali per l’economia nazionale. Basti pensare che il settore delle costruzioni acquista beni e servizi da circa il 90% dell’insieme dei settori economici, rivolgendosi quasi esclusivamente alla produzione interna. Le costruzioni contribuiscono per il 46% agli investimenti fissi del paese; l’8,2% al PIL, che arriva al 22% comprendendo anche le attività immobiliari e la filiera; il 22,5% all’occupazione industriale. Con effetti moltiplicativi sulla crescita della ricchezza nazionale: una domanda aggiuntiva di 1 mld di euro nelle costruzioni genera una ricaduta complessiva sul sistema economico di 3,5 miliardi di euro ed un aumento di più di 15.000 occupati di cui circa 10.000 nelle costruzioni e 5.000 nei settori collegati”.

Infine, utilizzano le VePa i proprietari e i gestori dei lidi e degli stabilimenti balneari dell’associazioni Federbalneari e Confimprese Demaniali Italia che raggruppano migliaia di iscritti. Così come gli albergatori italiani di Federalberghi; i ristoratori di FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Confcommercio e quelli della FIEPET Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici con ASSOTURISMO – Federazione italiana del Turismo della Confesercenti.

Un universo lavorativo in movimento

Non possiamo dimenticarci gli altri indotti e altri comparti merceologici e terziari indispensabili al funzionamento di una economia circolare che vede protagoniste innumerevoli figure di lavoratori e numerose disparate competenze professionali.

Gli impianti di verniciatura dell’alluminio, ad esempio. Altro comparto che dà occupazione a migliaia di operai e addetti ai lavori.

Le migliaia di autisti che ogni giorno percorrono in lungo e in largo lo stivale italico. Trasportando alluminio, accessori, vetri ecc. 

 

 

E le centinaia di agenti e rappresentanti che girano dalla mattina alla sera attraverso tutte le regioni d’Italia. Alimentando altri settori: alberghi, ristoranti, aree di servizio. 

 

 

Tutto questo produce, come si è detto sopra, quel formidabile gettito per le casse dell’Erario. E permetterà all’INPS di pagare – se non lo fa già – la pensione al nostro Burocrate.

 

Le novità creano inquietudine

Da quando il mondo è mondo, il nuovo spaventa. È difficile accettarlo, assorbirlo. Anche se portatore di benefici. Le abitudini, si sa, sono sempre difficili da cambiare.

 

Le novità, specie se riguardano la collettività e soprattutto se sono di natura legislativa, scatenano commenti, critiche, interpretazioni, chiose, analisi, creano disappunto o entusiasmo, bocciature o plausi. Quasi mai, per fortuna, indifferenza.

 

Il Burocrate è riuscito a condensare in poche pagine un mucchio di concetti inconsistenti in uno sterile esercizio meramente accademico.

 

Il filoso Hans-Georg Gadamer metteva in luce le condizioni del comprendere, di mostrare che il comprendere sia il modo d’essere dell’esistenza stessa e che esso coincida con un tipo di sapere che persegue una conoscenza obiettiva e neutrale del mondo. Ma l’intervento del Burocrate non è costruttivo né proficuo né positivo.

Fermate il Mondo, qualcuno vuole scendere

Ora, vogliamo fermare il Paese perché quell’emendamento non è scritto bene? Anzi addirittura che “la norma è scritta malissimo, sembra copiata dal dépliant pubblicitario di un serramentista” (sic)? Vogliamo scrivere al Presidente della Repubblica di fermare tutto, di annullare tutto con un provvedimento straordinario d’urgenza? Vogliamo stoppare un milione e mezzo di lavoratori?

 

Mi dispiace per questo signor Burocrate ma le cose non funzionano così. Interi settori hanno ripreso ossigeno. Molte aziende – in procinto di chiudere – hanno ripreso a lavorare, ad assumere, a pagare le tasse, a produrre ricchezza e benessere. Per tutti. Nessuno escluso. Neppure per il Burocrate, che rema contro gli interessi di un intero sistema produttivo. Che rema contro gli interessi nazionali. Che rema contro il buon senso. Con animosità. Con una sottile mal celata rabbia verso la vita, verso gli altri, come ben si evince attraverso tutte le fesserie che ha meticolosamente snocciolato. 

Con (inutile) cura maniacale.               

Le VePa si installavano prima del Decreto Legge, e continueranno ad essere installate. Perché i loro benefici sono straordinari e largamente sperimentati negli altri Paesi del Nord Europa, già da molti anni. Non prendiamoci in giro con tutte quelle fandonie e (s)considerazioni campane in aria. Che non sono applicabili alla vita reale di tutti i giorni; che non c’entrano con i fardelli e i sacrifici che, per la stragrande maggioranza della gente, comporta la quotidianità del vivere.


Il Burocrate, come abbiamo detto, abita su un altro pianeta. E sicuramente neanche nel nostro sistema solare. Altrimenti almeno qualche fievole eco di quello che succede qui, da noi, sarebbe giunto alle sue orecchie. 


Perciò ci permettiamo di informarlo, di dargli qualche notizia dal pianeta Terra, dove – non lo sa – ma le cose non stanno tanto bene. Altrimenti non avrebbe perso tutto quel tempo a scrivere quelle critiche. E forse, ci viene il dubbio, che Lui a differenza di tanti altri, di tempo ne ha tantissimo. Così tanto da sprecarlo.

E renderlo improduttivo.

Una gravissima emergenza nazionale e internazionale

Quasi tre anni fa la Terra è stata stravolta da un virus sconosciuto. Lo abbiamo chiamato Covid-19. Ha causato milioni di vittime e messo in ginocchio l’economia di mezzo mondo.

 

Non abbiamo avuto il tempo di riprenderci che un certo Vladimir Putin, dittatore nella Federazione Russa, ha invaso una nazione sovrana, l’Ucraina, confinante con Paesi europei. Determinando distruzione, morte e sofferenza. E un possibile ricorso alle armi di distruzione di massa. Agli ordigni nucleari.

 

 

Poi, una crisi energetica senza precedenti ci ha destabilizzato. Con folli aumenti di tutte le materie prime e soprattutto di quelle energetiche. Come il gas che quel Putin ci forniva. I prezzi sono schizzati alle stelle e ci pare strano che il Burocrate non ne abbia visto passare neppure una scheggia.

 

 

Siamo in uno stato di economia di guerra e di grave emergenza socio-economica” hanno dichiarato più volte i nostri governanti.

 

 

Per rincarare la dose, i cambiamenti climatici stanno causando disastri idrogeologici a catena e mai visti prima: feroci siccità, piogge torrenziali e distruttive alluvioni, allagamenti, temperature impazzite, scioglimento dei ghiacci, devastanti roghi, inquinamento dell’aria e del mare. Si profilano carestie alimentari e migrazioni di massa.

 

Ed è forse per tutti questi motivi che le cavillose farneticazioni del signor Burocrate, non interessano a nessuno. Ma proprio a nessuno.

Prima di concludere, vogliamo rendere nota la recentissima testimonianza, inviataci pochi giorni fa della signora Anna Maria G. residente a Roma, un’anziana signora diversamente abile e da molti anni costretta a vivere su una sedia a rotelle, che ci scrive:

 

Sono così felice. Ringrazio l’associazione Assvepa che mi ha permesso finalmente, dopo anni di reclusione e isolamento nel mio appartamento al quarto piano di una palazzina popolare senza ascensore, di godermi tutto l’anno il mio balcone che si affaccia sulle campagne della periferia di Roma Sud. Grazie alle vetrate panoramiche che un bravo installatore della ditta di serramenti ALLART di Roma, da voi segnalatami, mi ha installato con competenza e bravura. Sto già trascorrendo meravigliosi momenti nel mio balcone luminoso e ben protetto con le vostre vetrate. Sono tornata a vivere e ve ne sono infinitamente grata!

 

Ora, provi il signor Burocrate a dire a questa anziana signora immobilizzata che, la nuova normativa grazie alla quale la qualità della sua vita è migliorata così tanto, non va bene, non è formulata come si deve.

Che l’Articolo 33-quater – come sentenzia il Burocrate – sia scritto “malissimo”; che il vetro sia più trasparente o meno; che l’amovibilità possa essere removibile e altre sciocchezze simili come lo pseudo impatto architettonico ecc., non importa davvero ad anima viva. La gente ha ben altro a cui pensare. 

 

Non tutti hanno il privilegio di risiedere tra le stelle, lontano dalle tribolazioni del nostro pianeta.Non importa neppure a uno solo di quei milioni di lavoratori che ogni mattina si alzano presto per andare a lavorare. 

 

A fare il proprio dovere di cittadini, partecipi, attivi e produttivi, in seno alla collettività. E che alla cultura teoretica del dire, questa moltitudine di donne e uomini attivi e reattivi, antepone la cultura concreta e tangibile dell’agire, del fare, del produrre, del lavorare. Fregandosene del bla-bla-bla di un Burocrate.

 

Al quale, raccomandiamo di rimanere dov’è, lontano e scollato dalla realtà, quella esistenziale, per continuare a scrivere critiche immotivate, prive di ogni logica e di un minimo sindacabile buon senso.Noi, invece, rimaniamo qui sulla Terra, partecipi della collettività e rispediamo al Mittente il suo amletico dubbio:

“VETRATE PANORAMICHE:
LIBERALIZZAZIONE O COMPLICAZIONE”?

f.to, Il presidente nazionale Assvepa, Vito A. Chirenti 

f.to, I Componenti del Comitato direttivo nazionale e i Delegati regionali Assvepa                                                      

  • Leggi l’articolo di Palombella
  • Leggi il Decreto Legge Art. 33-quaterla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (atti pubblici)

Marcatura CE per le Vetrate panoramiche

Parecchi esperti non sanno come collocare dal punto di vista tecnico normativo le VePa, le vetrate panoramiche, prodotti di crescente importanza che sono stati resi interventi di edilizia libera dalla recente legge 142/2022. Abbiamo scoperto invece che da qualche anno è possibile invece apporre la marcatura CE su questi prodotti “ibridi”. Occorre seguire le indicazioni di un Documento per la Valutazione Europea, EAD, che conduce al rilascio della Valutazione Tecnica Europea o ETA.

 

Le vetrate panoramiche o VePa, prodotti di grande successo per varie ragioni, richiedono o no la marcatura CE per essere immesse sul mercato? o meglio hanno una norma italiana o europea di riferimento? Sono domande che, ancor più di prima, si pongono produttori e rivenditori di questi prodotti alla luce del disposto del recente decreto Aiuti-bis. E’ la legge 142 del 21 settembre 2022, di conversione del D.L. 115/2022. All’articolo 33-quater ha modificato il Testo Unico in materia edilizia inserendo, tra gli interventi in edilizia libera, l’installazione delle vetrate panoramiche.

 

Attacco alla legge sulle VePa

Questo articolo di legge è stato oggetto a fine ottobre di un caustico e furibondo intervento del dott. Donato Palombella, giurista d’impresa, apparso sul Consulente Immobiliare, supplemento del Sole24Ore, numero 1146 del 31 ottobre scorso.

 

Il titolo del commento alla legge di Palombella è significativo: ”Vetrate panoramiche: liberalizzazione o complicazione?”. Ma questo è nulla perché il giurista d’impresa attacca subito la legge ricorrendo a espressioni come ”Diciamo subito che la norma è scritta malissimo, sembra copiata dal dépliant pubblicitario di un serramentista, tanto da mettere seriamente in forse la ricercata liberalizzazione”.

 

Offesa al Parlamento e ai serramentisti

Più che un’offesa ai serramentisti vedrei quest’espressione come un’offesa ai parlamentari che l’hanno scritta e discussa, al Parlamento che l’ha approvata e al Governo Draghi che l’ha accettata e l’ha incorporata nel testo finale della legge. Ci vedrei pure un’offesa al Capo dello Stato che ha firmato il decreto Aiuti-Bis.

 

Quale norma tecnica per le VePa

Tra le tante espressioni contenute nel commento di Palombella alla legge, due hanno suscitato la nostra attenzione. E sono:
-“La norma in esame si limita a modificare il Testo Unico edilizia senza fornire una precisa definizione tecnico-giuridica delle “vetrate panoramiche””.

-“Il guaio è che non abbiamo alcun riferimento alla normativa tecnica per cui ognuno potrebbe fare ciò che meglio crede; ciò, ovviamente, favorisce i produttori non vincolandoli al rispetto di alcuno standard minimo ma, parallelamente, alimenta il contenzioso”.

 

Marcatura CE secondo EAD ed ETA

Se il dott. Palombella si fosse impegnato di più, avrebbe potuto scoprire, come abbiamo fatto noi, che da qualche anno esiste un preciso riferimento normativo ed è europeo. Questo documento per di più contiene una definizione puntuale di che cosa sono le vetrate panoramiche, anche se utilizza tutt’altro termine. Si tratta del Documento per la Valutazione Europea, detto anche EAD (European Assessment Document) emesso dall’EOTA, organismo europeo per la valutazione tecnica secondo l’articolo 31 del Regolamento Prodotti da Costruzione n.305-2011. Si tratta sostanzialmente di una “norma” che conduce all’emissione di una Valutazione Tecnica Europea ETA (European Technical Assessment) e quindi alla marcatura CE.

 

Sistemi di vetrazioni con marcatura CE

Il documento è siglato EAD 020002-00-0404 e porta il titolo “Sistema di vetrazioni senza telai verticali per utilizzo in balconi (e terrazzi)”. Come disposto dal Regolamento Prodotti da costruzione, i suoi riferimenti sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (2016/C 248/06) del  2016. Il tutto nell’ambito della Comunicazione della Commissione nell’ambito dell’applicazione del regolamento (UE) n. 305/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio.

 

Come accade per le norme armonizzate, l’EAD è equiparato alle leggi europee e andrebbe fatto rispettare come tale, come ha più volte sentenziato la Corte di Giustizia europea, vedi qui, a partire dal noto caso James Elliott Construction Limited.
All’interno dell’EAD è contenuta una semplice e chiara definizione dei sistemi di vetrazioni per balconi e terrazze, come vedremo alla prossima puntata.

 

a cura di Ennio Braicovich (Guida Finestra)

 

NOVITA’ IMPORTANTE

Le vetrate Vepa prodotte in Italia e certificate possono essere installate in regime di Edilizia Libera senza alcuna autorizzazione, se sono conformi alle prescrizioni dei Legislatori nazionali, secondo l’Art. 33-quater (Norme di semplificazione in materia di installazione di vetrate panoramiche amovibili), Testo Unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, lettera b-bis, convertito in Decreto Legge n.115/2022, salve prescrizioni delle Sovrintendenze, del Demanio o di altri organi competenti in materia.                                                                                                         

Decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 21.09.2022 (Serie generale n. 221) e divenuto Legge.

Occorre infine verificare se sulle VePa non vi siano prescrizioni ostative o diverse nei regolamenti condominiali, e per la cui installazione è comunque buona norma avvisare il Capo condomino e/o l’Assemblea condominiale.

Per l’installazione delle VePa nei centri storici o su edifici di valore storico, è necessario richiedere il parere agli Uffici Tecnici comunali ma, soprattutto, occorre il nullaosta delle Sovrintendenze.

VEPA “I SISTEMI INTELLIGENTI” PER IL RISPARMIO ENERGETICO

Il termine “vepa”, (o “sistemi vepa”) è l’acronimo sillabico comunemente utilizzato per designare le vetrate panoramiche amovibili per la riduzione delle dispersioni termiche e il risparmio energetico, per la protezione, messa in sicurezza e fruizione di verande e balconi inutilizzati, dirette ad assolvere funzioni di schermatura, ombreggiatura, di parziale coibentazione termica, miglioramento delle prestazioni energetiche o di parziale impermeabilizzazione dalle acque meteoriche dei balconi aggettanti dal corpo dell’edificio o di logge rientranti all’interno dell’edificio, purché non configurino spazi stabilmente chiusi con conseguente creazione di volumi e/o di superfici, come definiti dal Regolamento Edilizio Tipo, che possano comportare il mutamento della destinazione d’uso dell’immobile anche da superficie accessoria a superficie utile.

Questi innovativi manufatti minimalisti, composti da antine di vetro paravento, scorrevoli, impacchettabili a scomparsa e manualmente amovibili, sono stati impiegati da numerosi architetti di fama internazionale (tra cui Libeskind, De Smedt, Bjarke ecc.) che li hanno definiti “sistemi intelligenti tra i più innovativi e funzionali” .

Negli ultimi anni le vepa hanno di fatto cambiato il volto dell’architettura e dell’edilizia e sono state impiegate in numerosi progetti internazionali di riqualificazione urbana, poiché offrono più spazio abitativo senza creare ulteriore volumetria, senza modificare la destinazione d’uso originale e assentita, contribuendo al contempo al risparmio energetico e alla riduzione della cementificazione, dell’occupazione e del consumo di suolo, dell’impermeabilizzazione del terreno e dell’occupazione fisica e visiva del territorio.

 

Soprattutto non modificano l’aspetto originale dei partiti edilizi, dei prospetti o delle facciate degli edifici, poiché le antine di vetro delle vepa sono libere da elementi metallici ortogonalmente interposti e perciò, a differenza dei tradizionali infissi o serramenti – estremamente “energivori” se il vano dev’essere climatizzato – nei mesi estivi scompaiono totalmente e non creano quell’ insopportabile effetto serra.

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Aziende italiane che utilizzano le vepa e censite da ASSVEPA

PNRR - Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica

Nelle sei Missioni che compongono il Recovery Plan quella dedicata a “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, e che riguarda e investe da vicino le categorie e i settori alcuni dei quali rappresentati dall’Associazione ASSVEPA, stanzia complessivamente 68,6 miliardi – di cui 59,3 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,3 miliardi dal Fondo. I suoi obiettivi sono migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva ...

TRASPARENZE, RIFLESSI E ARBORIZZAZIONE

Il neo-urbanesimo di interi quartieri e città riqualificate, rigenerate, ecosostenibili, inclusive, multigenerazionali, interetniche e soprattutto “carbon footprint free”…

ASSVEPA INOLTRA
ISTANZA AI MINISTERI

Il 23 agosto 2021 Assvepa ha inoltrato un’istanza al Ministro Enrico Giovannini (Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili), al Ministro Giancarlo Giorgetti (Ministero dello Sviluppo Economico), al Ministro Roberto Cingolani (Ministero della Transizione Ecologica) e per conoscenza al Presidente Antonio Decaro (Associazione Nazionale ANCI), per richiedere che le vetrate panoramiche siano inserite nel glossario dell’edilizia libera. Ciò permetterebbe di installare questi sistemi senza l’autorizzazione dei Comuni…

LE VEPA MADE IN ITALY

Sono sempre più numerose le segnalazioni di clienti che denunciano la presenza, sul mercato italiano, di vetrate panoramiche contraffatte, provenienti da paesi asiatici, non conformi ai nostri standard qualitativi e certificati CE, realizzate con materie prime di dubbia qualità e perciò non affidabili in termini di sicurezza...

RISPARMIO ENERGETICO 27,6%

Un balcone protetto da vetrate panoramiche amovibili funge da serra solare captante e tampone, e determina maggiore risparmio energetico e minore inquinamento ambientale...

DISPERSIONE TERMICA E SPRECO DI RISORSE

Minimizzare le dispersioni termiche è uno degli obiettivi principali di un’attività o di un progetto di riqualificazione ed efficientamento energetico…

REINVENTARE LE CITTA'

Concorsi internazionali di architettura eco-sostenibile con progetti “circolari” per reinventare le città del futuro: fattorie sospese; colture idroponiche; acqua riciclata; vetrate per l’energia rinnovabile; ombreggiamenti bioclimatici; quartieri “green smog-free”; verde verticale e giardini botanici urbani...

LE VEPA AI TEMPI DEL COVID-19

Ambiente e salute; Lockdown in ambienti angusti;
Funzioni socio-sanitarie delle VePa;
Luce e sole migliorano il benessere psicofisico;
La vitamina D e l'ormone del sole;
La luce solare nella sessualità e fertilità;
Patologie da inquinamento domestico...

50 MOTIVI PER INSTALLARE
LE VEPA SUL BALCONE

Sono veramente tanti i benefici e i vantaggi che si ottengono proteggendo un balcone con le vepa, le vetrate panoramiche amovibili, i "sistemi intelligenti che hanno cambiato il volto dell'architetture e dell'edilizia contemporanee"...

LOCKDOWN & DAD
 HOME & SMARTWORKING

Short-stories e testimonianze: la vita quotidiana delle famiglie italiane chiuse in casa durante gli isolamenti causati dalla pandemia. Lockdown, a volte, più sopportabili e meno deprimenti proprio grazie all’utilizzo delle vetrate panoramiche amovibili...

Le VePa non creano impatto architettonico, urbano e ambientale

Le vepa non creano impatto architettonico, urbano e ambientale

La presenza dei sistemi intelligenti vepa sulle facciate o prospetti di edifici e altre unità immobiliari  o organismi edili costituisce evoluzione, riqualificazione e valorizzazione dello stile costruttivo...

La sostenibile leggerezza delle vepa

Il successo delle vepa, vetrate panoramiche amovibili, non avviene in Italia (dove sono prodotte), ma in alcuni Paesi europei che già da molti anni le utilizzano con grande intelligenza ed enormi benefici, attraverso distributori e rivenditori esteri di aziende italiane...

Le VePa non creano cubatura

Le Vetrate Panoramiche Amovibili non creano cubatura

Installare vetrate panoramiche amovibili per proteggere i balconi e renderli più fruibili non crea cubatura, non aumenta la volumetria dell’immobile ne' avviene modifica di destinazione d’uso se l’utilizzo di questi balconi rimane invariato...

NON OCCORRE AUTORIZZAZIONE PER INSTALLARE LE VEPA

La posa in opera delle (vepa)  non necessitano di un titolo edilizio, il cui impatto visivo diventa irrilevante ; pertanto rientrano nell’attività “edilizia libera”, poiché non creano cubatura né volumetria, se la destinazione d’uso del vano che proteggono rimane invariata...

Le vepa in aiuto
al nostro territorio

L’Italia è la nazione che, negli ultimi 30 anni, rispetto ad altri Paesi europei, ha divorato più suolo, sprecandone una buona parte. Le cifre sono impietose: 30 milioni di balconi di cui il 95% inutilizzati per un totale di circa 70 milioni di metri cubi di cemento...

Vepa e Transizione Ecologica

Riqualificare vecchi palazzi o intere aree urbane, attraverso l’efficientamento energetico e l’inserimento di vetrate panoramiche amovibili, contribuisce alla riduzione della cementificazione...

Le VePa contro gli inquinanti domestici nocivi in casa

Le vepa contro gli inquinanti nocivi per la salute

Le stanze chiuse ne contengono il 95% in più rispetto ad un balcone protetto con le vetrate panoramiche amovibili e perciò estremamente facile da arieggiare e perciò salubre, come ribadito più volte dall’Istituto Superiore di Sanità...

SERRE SOLARI CLIMATICHE

Sulle “Serre solari a convezione naturale e forzata e loro impieghi in campo agricolo ed edilizio”, va citato uno studio interessante realizzato per la propria Tesi di Laurea da Andrea Magnani, un brillante laureando del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, con la supervisione del Prof. Ing. Alberto Muscio dell’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA...

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Aziende italiane che utilizzano le vepa

LE VETRATE PANORAMICHE AMOVIBILI IN CIFRE

100% QUALITÀ E CONFORMITÀ

100% MADE IN ITALY

100% SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

100% MATERIALI RICICLABILI

100% SICUREZZA

100% RIQUALIFICAZIONE URBANA

100% FACILE DA PULIRE

100% RIUTILIZZO RESIDENZIALE

30% RISPARMIO ENERGETICO

ZERO IMPATTO AMBIENTALE

ZERO IMPATTO ARCHITETTONICO

ZERO AUMENTO DI VOLUMETRIA

ZERO CAMBIO DESTINAZIONE D’USO

ZERO AUMENTO DI CUBATURA

ZERO IMMISSIONI DANNOSE

 

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